No vax e bufale Covid, Facebook smantella rete account con sede in Cina. Disinformazione e depistaggi: 600 profili chiusi

Tra i profili rimossi, alcuni a sostegno di Hamas e altri attivi sulla crisi migratoria al confine tra Polonia e Bielorussia

Giovedì 2 Dicembre 2021
Bufale nella lotta al Covid, Facebook smantella una rete di account in Cina. Disinformazione e depistaggi: 600 profili chiusi

Piazza pulita contro gli spacciatori di bufale e propalatori di notizie inverosimili, con improbabili personaggi variamente qualificati, sul tema del Covid-19. Meta, nuova denominazione della società che raggruppa FacebookInstagram e Whatsapp, ha comunicato di aver rimosso oltre 600 account, pagine e gruppi collegati, riferiti tutti a una stessa strategia di derivazione cinese impegnata a diffondere disinformazione sulla pandemia da coronavirus. Tra gli account, uno attivato da un fittizio biologo svizzero. La rete, con sede in Cina, è stata una delle sei rimossa da Meta a novembre per aver abusato delle sue piattaforme. Le altre operazioni includevano una a sostegno di Hamas e altre due, con sede in Polonia e Bielorussia, focalizzate sulla crisi migratoria in atto sul confine tra i due paesi. 

Nel suo intervento di repulisti, Meta ha anche rimosso una rete legata a un movimento cospirativo europeo contro la vaccinazione che aveva preso di mira, con una vera e propria persecuzione social, medici, funzionari e giornalisti bersagliati su Facebook e altre piattaforme Internet, nonché un gruppo di account operativo in Vietnam nel segnalare attivisti e critici del governo proprio a Facebook con l'obiettivo di ottenere la loro messa al bando dal social network.

Il falso biologo e la ramificazione dei collegamenti

La rete con sede in Cina sarebbe balzata fuori proprio in relazione all'attività dell'account di un tizio che si presentava come biologo svizzero, Wilson Edwards il suo nome, anche se nella realtà non esiste alcuna persona con quel nome e quel titolo di studio. Diversi utenti avevano segnalato come l'account in questione avesse pubblicato affermazioni su Facebook e Twitter, nel luglio scorso, secondo cui gli Stati Uniti stavano facendo pressioni sugli scienziati dell'Oms - l'Organizzazione mondiale della sanità - per addebitare alla Cina la responsabilità della diffusione del Covid-19. I post relativi alle presunte e indimostrate intimidazioni statunitensi erano presto apparsi nelle "stories" dei media statali cinesi.

Nel rapporto consegnato all'azienda su quanto emerso dall'attività di indagine, Ben Nimmo ha dichiarato che "questa campagna è stata come una sala degli specchi: rifletteva all'infinito azioni e pensieri di una singola persona falsa". Meta ha collegato l'operazione scoperta a persone in Cina e a persone "collegate a società di infrastrutture statali cinesi situate in tutto il mondo". Nella definizione data dalla società, un esempio di ciò che Meta chiama "comportamento non autentico coordinato": gli avversari usano account falsi per operazioni di influenza, come alcuni sostengono avrebbero fatto gli agenti russi impersonando gli americani su Facebook nel periodo precedente alle elezioni presidenziali statunitensi del 2016. 

Il team sicurezza Meta ha potenziato di recente i controlli per sradicare gli account scorretti o realmente pericolosi. Questa è stata la logica utilizzata per rimuovere una rete di profili in Italia e Francia collegati a un movimento antivaccinazione noto come V_V.

 

Ultimo aggiornamento: 17:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA