Ai detrattori del Mose si contrappongono i sostenitori, ma a questo punto servono le prove, non le opinioni

Caro direttore,
non tutti ricordano che nel 2013 Vincenzo Di Tella, ingegnere in opere sottomarine, si esprimeva in maniera dura sulla tenuta del Mose affermando che la paratia è instabile e che si sapeva già dal 1997 durante la redazione del progetto di massima. Per avere espresso critiche tecniche sul progetto delle dighe mobili è stato citato in giudizio per presunta diffamazione dal Consorzio Venezia Nuova e ha vinto producendo fra l' altro una serie di documenti dello stesso Consorzio a sostegno della sua tesi. Purtroppo tecnica e business sembrano non essere andati di pari passo nel mega-appalto di 5,6 miliardi di euro per le dighe che dovrebbero in teoria salvare Venezia dall' acqua alta. Secondo Di Tella l' instabilità definita dinamica, con moto ondoso avente determinate caratteristiche di altezza e periodo, può provocare lo sfarfallamento e la disarticolazione tra le paratoie indipendenti l' una dall' altra, che così potrebbero oscillare in modo incontrollato e, in casi estremi, contro il cassone di appoggio in cemento armato: problema che è stato sollevato e al quale il Consorzio non ha mai dato importanza. Inoltre, sempre secondo lui, il progetto fatto solo con le prove in vasca a Malamocco, con una scala piccolissima, non consente di simulare in modo opportuno le forze viscose e di conseguenza i collaudi, che hanno distribuito milioni di euro a magistrati contabili, amministrativi e tecnici di stato, sono da prendere con il beneficio di inventario. Non è da tralasciare poi il fatto che molti di coloro che dovevano dare giudizi tecnici sul Mose erano a libro paga del Consorzio e che sottostimarono in maniera inconcepibile i segni evidenti di innalzamento del livello medio del mare che si erano avuti quando il progetto fu presentato. Se poi ai difetti di funzionamento si assommano anche la difficoltà e gli enormi costi di manutenzione, la corrosione dei materiali e delle cerniere immersi nell'acqua marina, ci possiamo rendere conto che, quand'anche il Mose fosse terminato nel 2021, ben poco potrà fare per difendere Venezia e resterà un problema aperto.
Nadia Berengo


Cara lettrice,
non sono un esperto e non mi permetterei mai di confutare le tesi di Di Tella o di qualsiasi altro esperto. Ognuno è bene che faccia il proprio mestiere. Da parte mia registro, da osservatore, che agli autorevoli detrattori del Mose, convinti che non servirà a nulla e non difenderà Venezia dalle acque alte, si contrappongono altri, non meno autorevoli e titolati, progettisti che affermano l'esatto contrario e non hanno dubbi sull'efficacia del sistema di dighe mobili. E per quanto generoso sia stato nel corso degli anni il Consorzio Venezia Nuova, faccio fatica a credere che tutti coloro che sono favorevoli al Mose siano tecnici prezzolati. Aggiungo che il sistema di dighe mobili non è piovuto dal cielo, ma è stato avvallato e finanziato da diversi governi di centro-destra e di centro-sinistra e, poiché siamo in democrazia, anche questo non è un aspetto marginale. In ogni caso, poiché l'opera è, come ci garantiscono, completata al 95 per cento sarebbe quantomeno curioso, per non dire altro, che non la si terminasse. Almeno per verificare se funziona. O se ha ragione l'ingegner Di Tella.
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Domenica 17 Novembre 2019, 05:05






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5 di 49 commenti presenti
2019-11-19 12:08:17
Se anche, non bastera'...se anche i privati non si mettono in testa che non si puo'piu' agire col fai da te.Barriere davanti ai negozi, vetrate, scaffalaure , impianti devono essere progettati con ampio margine, non minimali. Ieri sentito lamentela inusuale:dopo la prima acqua alta 187 cm, , alcuni hanno sostituito frigoriferi che sono finiti danneggiati dalla seconda...ma non era previsto?? che fretta c'era! sono frigoriferi usa e getta monouso? Musei del libro con scaffali raso terra e paretone altissime vuote di scaffali alti????? Gli appaprtamenti di anziani al pianterreno, anche se pochi, andrebbero sostituiti da altre sistemazioni. Case in golena del Piave..?Ma sono kamikaze?Garage seminterrati in vari condomini, tavernette con pompe che regolarmente saltano o mancano di energia nel momento critico..ancora si permettono?
2019-11-19 15:39:03
lo scopo e' di chiedere i danni anche per frigorifeei fuori uso...
2019-11-18 19:05:10
quando berlusconi ha dato inizio ai lavori ormai era già tutto deciso e fatto. le radici del mose risalcono agli anni settanta e le decisioni più importanti sono state prese a metà degli anni ottanta e sempre a roma. quindi il veneto ed i suoi presidenti centrano poco con le decisioni iniziali. ricordiamo che la decisione più sciagurata di tutte è stata quella di voler fare un'opera che non doveva essere assolutamente visibile quando era a riposo. a differenza di dighe e paratoie in altre parti del mondo che sono ben visibili e fatte all'asciutto. anche il ponte morandi quando è stato costruito venne osannato come opera moderna ed ardita. ed in effetti lo era, le magagne sono venute fuori dopo quando si è scoperto che le tecnologie con cui l'avevano costruito erano fallaci ed obsolete.
2019-11-18 18:33:11
Noi tutti esprimiamo il nostro commento, con più o meno competenza, ma non potremo mai metterci nei panni di coloro che hanno vissuto quei momenti tragici, con il mare che spazzava via quello che rimane va della spiaggia artificiale infrangendosi sigli scogli rinforzati dopo il 66, e davanti le onde inesorabili della laguna che tracimavano porte e finestre, ancora una volta dopo mezzo secolo la paura che fa tremare tutto il corpo, l'impotenza di fronte la tragedia, poco più di un quarto d'ora e tutta la vita viene spazzata via. Dovrebbero parlare solo i Pellestrinotti, o i Buranelli o i Muranesi e i Veneziani di Venezia, a loro dovrebbero chiedere scusa i Presidenti di regione e i Sindaci e tutta l'intellighentia Veneta, a loro che inutilmente andarono con le barche ad impedire la costruzione del canale dei Petroli ( Rocchetta il fondatore della Liga ne sa qualche cosa) e che senza avere nessuna laurea in ingegneria capirono subito che il Mose non li avrebbe protetti. Oggi come allora gli hanno detto " fate domanda, presto arriveranno i moduli", e con 5 mila euro sono convinti di comperare ancora una volta la fiducia di quella gente onesta, che ancora una volta chiede di non essere dimenticata. Ecco caro Brugnaro, non vuol dire provare a vivere in quelle isole, li bisogna nascerci per rendersi veramente conto quanto importante sia la casa e il cimitero, non dimenticare vuol dire da oggi e per 10 anni esentare il pagamento delle tasse comunali, dalla tari, aspiv, abbonamento actv, e luce dei defunti, sarebbe un bel segnale un tentativo di convincere gli ultimi giovani a non abbandonare quei luoghi.
2019-11-18 21:26:13
Bravo.