La parola "libertà" non c'entra con il Green pass. In ospedale il medico decide le cure, non il paziente

Martedì 27 Luglio 2021
1

Egregio direttore,
i vari movimenti no-vax e adesso no-pass usano come slogan la parola “libertà” ma a mio modo di vedere stanno confondendo il significato di questa parola con il concetto di anarchia, dove ogni singolo individuo deve sentirsi autorizzato a fare ciò che vuole e in qualsiasi contesto ignorando, prima ancora che facciamo tutti parte di una nazione, di una comunità. Il governo, anche sbagliando qualcosa, ha l’obbligo di imporre delle misure atte a contrastare il diffondersi del virus e salvaguardare la salute pubblica e, fortunatamente, la maggior parte della comunità lo ha percepito affidandosi al proprio senso civico e alla fiducia nella medicina. Se c’è un nemico che ha momentaneamente tolto la libertà a tutti questo è proprio il coronavirus e l’unico rimedio per sconfiggerlo in tempi brevi è la vaccinazione di massa, che piaccia o no. Quindi chi adesso grida alla libertà, si ricordi che se tra qualche anno potremo tornare alla vita libera lo dovremo proprio a chi adesso si sta vaccinando e rispetta le regole, perché prima dei diritti vengono i doveri.

Riccardo Battiston

Caro lettore,
la parola libertà è una delle più usate e spesso a sproposito. Quasi sempre si parla di libertà considerandola un bene proprio e indivisibile. Quando è invece l’esatto contrario. Nel caso dei no-green pass è del tutto evidente che la libertà c’entra poco o nulla. Nella maggior parte dei casi è soprattutto un pretesto retorico per nobilitare ansie, paure, convinzioni pseudo-scientifiche. Non mi fraintenda: non intendo minimizzare o dileggiare nulla e nessuno.

Credo che le opinioni di chi è contrario al green pass vadano ascoltate e considerate. E che sia necessario convincere con gli strumenti della ragione e non dell’imposizione, chi non ritiene utile o addirittura dannoso questo strumento. Ma evitiamo di trasformare in una battaglia di libertà quella che è invece una legittima battaglia contro un virus e le sue conseguenze. Alle persone che in questi giorni sono scese in piazza contro il green pass e i vaccini vorrei chiedere: ma perché quando avete un dolore o siete affetti da una grave patologia, avete fiducia nei medici e riponete giustamente in loro, nelle terapie e nelle medicine che vi consigliano le vostre speranze di guarigione e invece ora, nel caso del Covid e dei vaccini, li trattate come servi delle multinazionali del farmaco o schiavi dei un presunto pensiero unico? Perché mai un medico che vi aiuta a guarire se avete un raffreddore, un’ulcera o se vi scoprono un melanoma, dovrebbe avvelenarvi o inocularvi nel corpo strane sostanze quando si tratta di impedirvi di contrarre il Covid? E a proposito di libertà: forse che una persona quando va in ospedale decide lui, non il chirurgo o lo specialista, che tipo di intervento fare o quali terapie e medicinali usare? Se non vogliamo rispettare la scienza, almeno rispettiamo le parole.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA