Covid, meno anticoagulanti durante il picco della pandemia. Dato «particolarmente eclatante» in classi età più avanzate

Giovedì 16 Settembre 2021
Covid, meno anticoagulanti durante il picco della pandemia. Dato «particolarmente eclatante» in classi età più avanzate

Sono diminuite di oltre il 60% durante i periodi di picco della pandemia le prescrizioni di farmaci anticoagulanti. A metterlo in luce è una ricerca dei professori Giuseppe Ambrosio e Paolo Reboldi, del Centro di ricerca clinica e traslazionale, Cericlet del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Perugia. Insieme ai colleghi di altre strutture, i ricercatori dell'Ateneo umbro - si legge in una sua nota - hanno analizzato l'intero Registro nazionale istituito da Aifa per monitorare le prescrizioni di farmaci anticoagulanti, impiegati per il trattamento di patologie quali la fibrillazione atriale e la trombosi venosa, per prevenire il rischio di embolie gravi e potenzialmente fatali.

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Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista European journal of preventive cardiology, organo ufficiale della Società europea di cardiologia, emerge che la diminuzione delle prescrizioni di anticoagulanti è stata rilevata sull'intera popolazione italiana che normalmente accede a queste cure (oltre 1.5 milioni di pazienti), e si è mostrata «particolarmente eclatante» nelle classi di età più avanzate. Secondo i ricercatori questa situazione ha esposto quei pazienti ad un rischio «molto maggiore di complicanze gravi, e potenzialmente fatali». Tra le spiegazioni di questo dato gli autori hanno rilevato come durante il picco pandemico sia «nettamente diminuito» l'accesso, soprattutto degli anziani, alle visite mediche. Tale fenomeno è considerato «verosimilmente» conseguenza da un lato della «drastica diminuzione» della disponibilità di accessi ambulatoriali, dovuta al «sovvertimento» dei percorsi di cura negli ospedali causato dall'emergenza Covid e dall'altro, è anche considerato possibile che molti pazienti abbiano avuto difficoltà di accesso ai controlli medici, per timore del contagio oppure, specie gli anziani, per le difficoltà di spostamento durante il lockdown. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA