Travolse fidanzati in moto dopo una lite: condannato a 15 anni per omicidio aggravato

Giovedì 20 Dicembre 2018
Travolse coppia fidanzati in modo dopo lite: condannato a 15 anni per omicidio aggravato

Accecato dalla rabbia per una banale lite di viabilità, con un furgone ha inseguito e poi travolto la moto di una coppia di giovani fidanzati. Fu uno schianto terribile, ripreso integralmente dalle telecamere di sorveglianza di un'azienda nei pressi della rotonda dove è avvenuto l'incidente. Così, per avere ucciso sul colpo Elisa Ferrero, 27 anni, e ferito gravemente il suo compagno, Matteo Penna, 30 anni, il 9 luglio 2017 a Condove (Torino), in Val di Susa, è stato condannato oggi a 15 anni e 8 mesi di carcere Maurizio De Giulio, processato con rito abbreviato a Milano.

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Il gup Anna Calabi ha contestato all'elettricista 52enne di Nichelino l'omicidio volontario aggravato dai futili motivi e le lesioni aggravate nei confronti del giovane, rimasto in coma per oltre un mese. Il giudice, che ha accolto l'impianto del pm Piero Basilone, che aveva chiesto una condanna a 15 anni e 3 mesi, ha stabilito che l'imputato, il quale dopo la lettura del dispositivo ha trattenuto a stento le lacrime, ha agito con 'dolò. Una ricostruzione ben diversa da quella dei difensori, gli avvocati Vittorio Nizza e Marco Moda, secondo cui De Giulio avrebbe in realtà 'inchiodatò prima dell'impatto.
 

Nell' affermare ciò i legali, che hanno già preannunciato l' impugnazione della sentenza, si sono basati, come hanno spiegato, «sui dati oggettivi» estrapolati dagli accertamenti disposti dal pm di Torino, dove è stata avviata l'indagine poi trasferita per competenza nel capoluogo lombardo, sulla centrale elettrica ossia la scatola nera del Ford Transit guidato dal loro assistito. «Quei dati - hanno precisato - dicono che è intervenuto l'Abs e che in 2 secondi si è passati da una velocità di 138 chilometri all'ora a 80 chilometri all'ora».

Il giudice Calabi con la sua sentenza ha anche stabilito una provvisionale di 300 mila euro per Penna, mentre per i risarcimenti i famigliari di Elisa Ferrero procederanno con una causa civile. Secondo gli avvocati Elena Negri e Fabio Ghiberti, che assistono i genitori della ragazza, la frenata alla rotonda, che pure c'è stata, è stata «molto tardiva e certamente auto-conservativa, più che volta ad evitare le vittime».

E ancora, secondo Ghiberti, il punto fondamentale è che «sono state colpite vittime che erano inseguite, non dei passanti, degli sconosciuti, ma persone che l'imputato stava inseguendo». Il legale ha spiegato che De Giulio, quel giorno aveva un tasso alcolemico superiore al consentito, e aveva alcuni precedenti per episodi simili. Precedenti nati da «condotte che si sono svolte sulla strada, questo significa che la strada per lui è un teatro particolarmente eccitante». Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

Ultimo aggiornamento: 21:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA