Teramo, il parroco ai fedeli: «Fate donazioni, non abbiamo più i soldi per le bollette»

Teramo, il parroco ai fedeli: «Fate donazioni, non abbiamo più i soldi per le bollette»

di Maurizio Di Biagio

L’appello viene dal pulpito del Santuario della Madonna delle Grazie, a Teramo, durante la messa di Natale. «Per favore aiutateci a pagare la bolletta del riscaldamento che noi da soli non ce la facciamo» scandisce un sacerdote dopo l’omelia. Riferisce delle 1200 euro da pagare solo per il gas per il riscaldamento e dei lavori fatti recentemente per il restauro di una parte della navata (“60 mila euro e ne serviranno altrettanti o quasi per la parte restante”). «Pensate alla vostra casa al calduccio e moltiplicate tutto per lo spazio enorme di questa chiesa» porta il paragone. «Chiedo i soldi per la nostra chiesa di cui usufruite tutti, non per dove viviamo noi, le offerte che un fedele fa non sono più sufficienti». E non lo sono in tutte le parrocchie: le offerte sono calate enormemente, soprattutto nelle parrocchie storiche. Per contro in periferia, a Silvi, ad esempio si compensa invece vendendo arrosticini e birra nelle feste parrocchiali e divenendo più imprenditori: qui don Gaston Munoz, che ha conosciuto personalmente il Santo Padre a Buenos Aires («E un persona squisita, con tanta umanità, ti guardava e capiva il problema») cerca di invertire il trend delle spese da affrontare che sono tante «camminando, dando da farsi, perché le parrocchie non ce la fanno da sole». Oltre alle tante voci passive, lui paga una bolletta di 500 euro di gas e di 300 di luce e l’otto per mille non è affatto sufficiente, come non lo è per tutti gli altri. «Però ho notato una cosa: più la parrocchia è piccola più ti vengono in soccorso, in cosa posso aiutarla padre? mi chiedono spesso». Col vecchio sistema andava meglio, fa intendere don Gaston. Una mano gliela dà le associazioni ma alla fine ringrazia i fedeli con le loro offerte.

Don Aldino Tomassetti, parroco del duomo di Teramo, sottolinea come sono più care le bollette per luce e gas: «Siamo catalogati come un ente che vive di business ma poi alla fine andiamo avanti con l’elemosina. Oltretutto l’otto per mille sta calando vertiginosamente, come un po’ dappertutto, tanto che penso finirà, così abbiamo pochi aiuti». Segnala che contro la Chiesa si sia creato un brutto clima di “paura”. «Inoltre si rende difficoltoso con l’auto anche l’accesso agli anziani più fedeli». A questo punto don Aldino allarga le mani e spera, in maniera scherzosa, che «almeno si converta qualche peccatore in più» tanto per fare cassa con le offerte.
Non sempre capita, così come è successo ad Erba che una fedele morta lasci alla parrocchia 10 mila euro di lascito, o come a Merate con 600 mila in più alla chiesa locale, e quello dell’appello ai fedeli per chiedere aiuto per pagare la bolletta si sta estendo in tutto lo stivale, l’ultimo a Robassomero, alle porte di Torino. E se don Gaston incentiva la vendita di arrosticini e birra addirittura nel Monferrato c’è chi disegna gioielli per qualche euro in più d’entrata.
Infine il vescovo di Teramo, Monsignor Lorenzo Leuzzi, dice di volersi affidare alla Santa provvidenza.
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Giovedì 27 Dicembre 2018, 12:34






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5 di 10 commenti presenti
2018-12-28 11:48:59
Chiudano la sacra bottega e tengano aperta solo una...tanto chi va in chiesa ormai?
2018-12-28 09:42:12
Certo, come no..
2018-12-27 21:41:59
Fosse la volta che vanno a lavorare pure loro.
2018-12-27 21:27:34
Visto che le mie bollette non le paga nessun'altro e che pago tutte le tasse,direi che la chiesa deve arrangiarsi,dato che non paga tasse sugli immobili.essendo la chiesa proprietaria dell'immobile non sono tenuto a pagare le loro spese,ancora di più quando fanno i restauri e tentano di girare il conto ai cittadini.
2018-12-27 20:29:10
ed il duomo di teramo non ha altre entrate oltre alle elemosine? non ci credo neanche se me lo dicono piangendo. comincino a vendere qualche proprietà che non gli serve più dove ci dovranno pagare anche le tasse.