Ictus ed emorragie, come riconoscerle e prevenirle: ecco la (nuova) guida del Ministero

Stili di vita arma migliore, in caso di sintomi chiamare il 118

Venerdì 20 Maggio 2022
Ictus ed emorragie, come riconoscerle e prevenirle: la guida del Ministero

Con 55.434 decessi nel solo 2018 le malattie cerrebrovascolari sono la seconda causa di morte in Italia, mentre l'ictus è la principale causa di disabilità nell'adulto e la seconda di demenza. Ma prevenirle o quantomeno limitarne gli effetti. Come? Con uno stile di vita sano e intervenendo in tempo in caso di sintomi. 

A dirlo è il Ministero della Salute che ha diffuso un documento rivolto a tutti i cittadini, con linee guida per proteggersi da questo tipo di malattie.

Malattie cerebrovascolari, come riconoscerle

Le malattie cerebrovascolari, infatti, sono «tempo-dipendenti». Questo significa che più in fretta si interviene, più diminuiscono di rischi di esiti gravi o fatali. Le malattie cerebrovascolari spesso hanno un'insorgenza improvvisa, ma possono anche manifestarsi con una sintomatologia sfumata e lentamente ingravescente nel tempo. Ampio spazio,ad esempio va dato all'identificazione precoce e all'adeguata gestione di fattori come ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete, fibrillazione atriale, cardiopatie, vasculopatie.

Come prevenirle: poco caffè, niente fumo e regolare esercizio fisico 

In termini di prevenzione, il documento diffuso dal ministero ed elaborato dal Gruppo di lavoro sulle malattie cerebrovascolari dell'Alleanza Italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari, richiama all'importanza di sani stili di vita, possibilmente lungo tutto il corso dell'esistenza. Tra le raccomandazioni: non fumare, praticare regolarmente attività fisica, evitare il consumo di alcol, seguire una corretta alimentazione, non superare le tre tazzine di caffè al giorno.

Che fare in caso di sintomi  

In caso di sintomi è indispensabile chiamare subito il 112/118. «Non aspettare di vedere se i sintomi migliorano spontaneamente; non chiamare e non recarsi dal medico di medicina generale o dalla guardia medica; non recarsi in Pronto Soccorso con mezzi propri, anche per evitare di presentarsi in un ospedale dove non sia disponibile almeno il trattamento trombolitico per via endovenosa». 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 13:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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