Domenica 7 Ottobre 2018, 10:53

Alessandro ucciso per un Rolex. Il killer stava scappando a Londra

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Alessandro Coltro, la vittima dell'omicidio, e l'arma del delitto

di Cristina Antonutti

PORDENONE - È stato un pizzaiolo romeno a uccidere Alessandro Coltro, l'artigiano sacilese di 48 anni trovato morto la sera del 25 settembre, 24 ore dopo la scomparsa, con quattro colpi di pistola in testa. Si chiama Marius Lucian Haprian, anche lui ha 48 anni. Ieri, dopo che i Carabinieri lo hanno messo alle strette, ha confessato e fatto ritrovare la pistola, una Beretta calibro 22 con matricola abrasa e silenziatore che aveva sotterrato in un campo. Sostiene di aver fatto credere a Coltro che gli avrebbe venduto un Rolex da 15 mila euro. E di avergli dato appuntamento in fondo al parcheggio del centro commerciale Meta di Fontanafredda, lungo la Pontebbana, nell'angolo più buio e appartato. Lo ha atteso all'interno di un boschetto, gli ha scaricato quattro colpi e gli ha portato via i soldi. «I 15mila euro? Mi servivano per pagare i debiti», ha detto al sostituto procuratore Monica Carraturo e al maggiore Pier Luigi Grosseto.

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5 di 64 commenti presenti
2018-10-07 18:56:06
E' vero quello che scrivi e non ho nulla da obbiettare. Solo che non è possibile ogni volta criminalizzare 5 milioni di regolari a causa di 20.098 (dato aggiornato al settembre 2018, fonte Min. D. Giustizia) detenuti stranieri di cui 4.174 ancora in attesa di giudizio.
2018-10-07 22:51:56
Dimentichi un importante dettaglio: a causa della ben nota legislazione buonista, solo una piccola parte dei crimini vengono puniti con il carcere. Coloro che menano autisti di autobus e controllori, tanto per fare un esempio, credi forse che stiano in galera? Gli stranieri materialmente detenuti sono solo la punta dell'iceberg.
2018-10-08 10:54:11
Non credo che la galera sia il luogo più adatto per chi commette determinate azioni. Chi commette il reato previsto dall'art. 582 del codice penale in prigione sarebbe destinato quasi sicuramente a ripetersi. Meglio sarebbe irrogare una sanzione volta a produrre una condotta riparatoria del reo in termini economici a favore delle vittime che non riempire le carceri a spese della collettività. La legislazione in realtà non è né buonista né cattivista dato che in Costituzione è prevista la funzione rieducativa della pena (spesso e volentieri disattesa nel nostro Paese). Non è un caso se la Corte Costituzionale in questi giorni sta visitando le carceri italiane per comprenderne le dinamiche che sino ad oggi si sono dimostrate spesso inadeguate alla funzione cui sono preposte.
2018-10-08 17:04:47
C'e' gente che "determinate azioni" le ripete decine e decine di volte, senza finire in galera. Molti stranieri delinquono proprio perche' sanno bene che non rischiano la galera, e lo dicono apertamente. Quanto alla "sanzione", l'idea che questa gente che la paghi davvero fa ridere i polli. La costituzione, riguardo al fine della pena e' ambigua, come ci si puo' aspettare da una carta che fu un compromesso tra visioni del mondo opposte. Dice che la pena "deve tendere" al recupero sociale del reo, non che questo deve essere il suo scopo primario! Gli scopi della pena innanzitutto devono essere altri: 1) proteggere la societa' da chi ha dimostrato di essere pericoloso per essa, per un tempo commisurato alla gravita' del danno procurato; 2) fornire un deterrente credibile ai potenziali delinquenti. Cosi' dice il buonsenso, cosi' e' stato per secoli... Fino all'arrivo, appunto, del "buonismo".
2018-10-07 19:02:09
In Venero le galere sono piene per il 70% di cittadini extra regione o stranieir....