Uno scontrino su 4 è irregolare,
la finanza scopre oltre mille evasori

PER APPROFONDIRE: evasione fiscale, gdf, scontrini, veneto
Uno scontrino su 4  è irregolare,  la finanza scopre oltre mille evasori
VENEZIA - La lotta all'evasione fiscale continua ad essere la "mission" della Guardia di Finanza che oggi ha reso noti il bilancio dell'attività 2013. In Veneto effettuati complessivamente 38.300 controlli con oltre 3 miliardi di euro di imponibile nascosto al Fisco e 253 milioni di Iva evasa. Sono stati poi denunciati 1.007 responsabili di frodi e reati fiscali, di cui 21 finiti in manette.



È poi risultato irregolare il 25% degli oltre 25mila controlli sul rilascio di scontrini e ricevute fiscali: in pratica un'attività commerciale su 4 non fa regolari scontrini. Questo uno dei dati più eclatanti del bilancio 2013 anche se città come Roma hanno una percentuale ben più alta con il 60% di ricevute irregolari.



Sul fronte dell'evasione fiscale internazionale, di norma attuata attraverso condotte molto sofisticate e complesse. Su questo fronte sono state individuate: 18 società "estero vestite" che hanno fittiziamente spostato all'estero una base imponibile di oltre 700 milioni di euro, ricorrendo a tecniche di treaty shopping; 6 stabili organizzazioni di imprese straniere che hanno operato in Italia occultando una base imponibile di oltre 800 milioni di euro. E ancora operazioni commerciali economicamente ingiustificate con Paesi inseriti nella "black list" per circa 200 milioni di euro; operazioni di trasferimento di basi imponibili all'estero attraverso tecniche di transfer pricing per altri 76 milioni di euro.



Per le cosiddette 'frodi carosello' le Fiamme gialle del Veneto hanno accertato un'evasione di oltre 81 milioni di Iva in relazione a fittizie compravendite transnazionali di beni realizzate ad arte, nell'ambito di sapienti e preordinati schemi societari. Sul fronte delle attività in nero sono stati 632 gli evasori totali scoperti in Veneto e ben 678 i lavoratori completamente "in nero". Sono poi 525 gli irregolari impiegati da 433 datori di lavoro.



Il contrasto al gioco illegale ha portato poi ad effettuare 612 interventi per l'accertamento di irregolarità di varia natura (dai reati informatici alle truffe, all'esercizio abusivo di giochi e scommesse sino alla mancata applicazione del divieto di gioco ai minori). Anche il Veneto, ove si trovano alcuni dei principali poli manifatturieri ed industriali del Paese, è tra le aree preferite dalle imprese del falso per produrre ed assemblare merci di scarsa qualità, importate senza brand per eludere i controlli doganali e poi «confezionate» con i marchi contraffatti.



Tra le merci sequestrate nel 2013 non solo abbigliamento e moda (oltre 1,5 milioni di pezzi), ma beni di consumo (oltre 730 mila) come articoli per la casa e per la scuola, cosmetici, pezzi di ricambio, giocattoli (oltre 29 mila) ed hi-tech (oltre un milione di articoli). Nessun prodotto è immune dal rischio di contraffazione: dai biglietti ferroviari alle figurine dei calciatori, dagli smart phones di ultima generazione alle lampade per la cosmesi, il mercato del falso offre di tutto e di più. Non solo containers. I falsi viaggiano anche in rete: i negozi virtuali in internet sono sempre più il veicolo per smerciare prodotti offerti spesso a prezzi vantaggiosi e spacciati come provenienti da mercati paralleli, truffando clienti inconsapevoli e convinti di aver concluso un buon affare.



Venerdì 7 Febbraio 2014, 15:26






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5 di 8 commenti presenti
2014-02-07 16:30:52
un\'attività commerciale su 4 non fa regolari scontrini probabilmente si tratta di attività gestite da italiani perchè cinesi e vu cumprà il registratore di cassa non ce l\'hanno proprio e quindi sono totalmente invisibili per il fisco... infatti fa ridere il dato di 632 evasori totali scoperti in veneto, se la finanza indagasse tra gli immigrati ne scoprirebbe 600.000 solo nel comune di padova.... è che si preferisce colpire sempre i piccoli imprenditori perchè è più facile incassare le multe e fregarsene dei traffici illeciti dei cinesi, anche se si tratta di merce nociva alla salute fa niente, l\'importante è fare cassa il più possibile per ingrassare bene la casta romana..
2014-02-07 17:03:42
tutti ti danno lo scontrino ma.......... ma su molti basta leggere, scontrino non fiscale, chissa\' perchè
2014-02-07 17:17:03
qualcuno mi spieghi se la colpa dell\'evasione è la tassazione troppo alta , perchè nel 1971 con l\'IGE al 3% e no n su tutti i prodotti, la gente evadeva alla grande più di adesso?
2014-02-07 18:02:18
Come ogni anno..... ...la GdF presenta \"pomposamente\" in dati relativi ai numerosi controlli effettuati, il numero dei controllati sanzionati ( scontrini non rilasciati) e poi le somme, ipotetiche recuperate. Ebbene, se è vero che il nostro paese è di gran lunga in testa alle classifiche per evasione, stimata tra i 130 e i 180 mld di euro, ci srà qualcosa che non funziona !!!E\' ovvio che se si rincorrono gli scontrini, che poi vanno ad ingrossare i numeri riportati, anche al tg3 regionale, dal generale della finanza non si risolve l\'annoso problema dell\'evasione, quella vera (Armellini di Roma tanto per intenderci). Probabilmente sarebbe opportuno capire i \"viaggi\" che fanno i capitali nostrani verso i paradisi fiscali, evitare lo scandalo degli scudi fiscali, ma qui è lapolitica a dover rspondere, perchè non capirò mai cosa ci fanno centinaia di società industriali, banche, assicurazioni ecc. che mi è capitato di vedere in Luxemburgo, al punto tale che passeggiando per le vie centrali di questo minuscolo ducato, mi sembrava di essere in Italia. Quella è evasione,nemmeno paragonabile agli scontrini del panettiere che ci raccontava oggi in televisione il generale !!!!! E\' dai tempi del mitico PETRASSI che si raccontano le stesse favole.
2014-02-07 19:49:13
@pist ecco il perché... Stia tranquillo, nessun complotto, legga qui... Ecco il comma di riferimento della legge 311/2004: 429. Le imprese che operano nel settore della grande distribuzione possono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate, distintamente per ciascun punto vendita, l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.