L'Ungheria del sovranista Orban guida i 12 Paesi (in maggior parte dell'Europa dell'Est) che vogliono costruire altri muri

In Europa sono riapparsi i confini difesi e fortificati

Venerdì 8 Ottobre 2021
L'Ungheria del sovranista Orban guida i 12 Paesi (in maggior parte dell'Europa dell'Est) che vogliono costruire altri muri
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Quello voluto dal premier Viktor Orban al confine fra l'Ungheria e la Serbia è fra i più moderni: un muro ad alta tecnologia per tenere fuori dal paese i migranti che percorrono il corridoio balcanico, tratto determinante del cammino che porta dal medio oriente al cuore dell'Europa. In pochi anni si è via via perso il primato continentale che in fatto di barriere vedeva resistere solo quella nell'isola di Cipro, a divedere la parte greca da quella "indipendente" riconosciuta solo dalla Turcia. Il dopo muro di Berlino sembrava riservare ben altri scenari e invece da Est a Ovest in Europa sono riapparsi i confini difesi e fortificati: ce ne sono già 1.000 chilometri e molti altri sono in allestimento perché la politica anti-migranti è dilagata. Già due anni fa il Transnational Institute (TNI) - un organismo indipendente olandese, ha spiegato in un report che si tratta dell'equivalente di sei muri di Berlino che è stato costruito solo negli ultimi 30 anni, a partire proprio da quel 1989, quando la barriera tra l'Est e l'Ovest divenuta simbolo di tutte le divisioni venne abbattuta a colpi di martello e delle note dell' Inno alla goia di Beethoven.

 

La nuova Europa dei muri anti-migranti

Dal Muro di Berlino, frantumato, si passa alle 15 barriere attuali, le ultime 7 installate a partire dal 2015. Dei 28 paesi membri dell'Unione Europea, ben 12 nazioni (Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Repubblica Slovacca) hanno eretto muri sulle proprie frontiere per scoraggiare l'ingresso di migranti. Muri o barriere anche nel cuore dell'Europa come quelle su cui punta l'Austria.

 



L'analisi dell'agenzia non si limita tuttavia a un semplice elenco dei manufatti costruiti per chiudere i confini nazionali; si propone anche di indagare come si è arrivati a questo risultato. A partire dall'11 settembre 2001- riporta il sito cattolico Il Sismografo - e ancor di più negli ultimi 10 anni, nella maggior parte dei paesi europei i partiti politici sovranisti e nazionalisti, facendo leva sui sentimenti di paura e incertezza della popolazione, hanno concentrato le loro agende politiche sui temi della sicurezza. In quest'ottica i flussi migratori verso l'Europa sono stati progressivamente presentati come una minaccia, creando nell'immaginario collettivo una sensazione di sicurezza interna ai confini e di insicurezza, o minaccia esterna, dalla quale ci si deve difendere a tutti i costi, inasprendo le misure di controllo e sicurezza e riducendo le libertà individuali.

E in prima linea in questa difesa dei confini dai migranti spicca sempre più l'Ungheria di Viktor Orban che è orgoglioso di mostrare ai suoi sostenitori come Matteo Salvini la nuova barriera fortificata anti-migranti lungo la frontiera meridionale, quella che si affaccia per 175 chilometri sulla Serbia. Il premier conservatore ed euroscettico ha sempre detto di temere l'incremento degli arrivi di migranti che per quanto riguarda la Serbia hanno raggiunto picchi di 400 mila profughi diretti in Europa occidentale.

 

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 00:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA