Omicron, Boris Johnson scopre il Green pass ma finisce nella bufera per il party a Downing Street

Il primo ministro lancia il piano B. Virus più contagioso: il sistema sanitario rischia il collasso. Ma c'è chi lo accusa di aver varato la stretta per distrarre l'opinione pubblica dalle polemiche

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Mauro Evangelisti
Omicron, Boris Johnson scopre il Green pass ma finisce nella bufera per il party a Downing Street

Il Green pass sbarca anche a Londra. Gli scienziati britannici del comitato consultivo Sage (Scientific Advisory Group for Emergencies) hanno avvertito Boris Johnson: se non interveniamo, la maggiore contagiosità della variante Omicron che si sta diffondendo senza freni causerà entro la fine dell'anno 1.000 ricoveri al giorno, anche 2.000 nei primi mesi del 2022. Il sistema sanitario soccomberà.


Il primo ministro del Regno Unito non ha potuto fare altro che tirare fuori dai cassetti il famoso piano B di cui da settimane parlavano i media e convocare una conferenza stampa per annunciare le nuove restrizioni. La strategia del liberi tutti, con un Paese che ormai non usava le mascherine neppure sulla metropolitana, è finita, si è infranta di fronte alla rapida diffusione di una nuova variante che ha fermato sul nascere la diminuzione dei nuovi casi giornalieri, facendo risalire drasticamente la curva vicino a quota 50.000. Non solo: oggi i casi accertati di Omicron sono già 568, ma secondo gli esperti quelli reali sono già almeno 10mila. Se è vero che la capacità di contagiare della nuova variante è doppia rispetto alla Delta, la pandemia rischia di finire fuori controllo. Secondo il primo ministro britannico se non si interviene, i nuovi casi positivi raddoppieranno ogni 3 giorni.

 

 

LIMITAZIONI

Quali sono nel dettaglio le misure decise da Johnson? Torna da lunedì lo smart working, chi può deve lavorare da casa; cautele che in Italia appaiono normali vengono ripristinate anche nel Regno Unito: sarà obbligatoria la mascherina nei luoghi pubblici al coperto, come cinema e teatri (ma non nei ristoranti e al pub). E poi ecco l'equivalente del Green pass: qui si chiama Pass Covid e servirà per entrare nei locali notturni o per partecipare ad eventi con molte persone. Servirà o la doppia vaccinazione o un test negativo. Ha spiegato Boris Johnson: «Ci sono forti possibilità che una dose di richiamo in aggiunta alla precedente vaccinazione sarà in grado di mantenere Omicron in equilibrio in modo che il Paese possa andare avanti». Secondo il primo ministro è necessario cancellare «le recite del presepe per bambini, ma le feste di Natale possono andare avanti con tutti la dovuta cautela». Fare un test prima di andare a una cena con i parenti, secondo Johnson, appare una scelta di buon senso. Ancora: «So che sarà difficile per molte persone, ma riducendo i contatti sul posto di lavoro, si aiuterà a rallentare la trasmissione. Sulle mascherine ci saranno ovviamente esenzioni dove non è pratico utilizzarle, come quando si mangia, si beve, si fa esercizio o si canta».

 

 

 

 

DOPPIA VELOCITÀ

Non è escluso che in futuro le restrizioni interesseranno solo i non vaccinati. Johnson: «Non penso che possiamo andare avanti indefinitamente con limitazioni allo stile di vita delle persone solo perché un numero sostanziale di persone non è stato vaccinato. Dobbiamo avere un confronto nazionale sulla via da seguire». Ha aggiunto: «Il nostro non è un passo indietro rispetto alla politica iniziale di riaprire il Paese, ma ora è necessario intervenire». Uno degli scienziati che affiancava Johnson, ha aggiunto: siamo sulla strada che porta a un virus endemico, ma c'è ancora una fase di transizione da affrontare.
Il primo ministro Boris Johnson, nel dare il via al piano B in una Nazione che si era abituata a vivere senza prudenza anche di fronte a un costante aumento delle nuove infezioni, ha dovuto difendersi dal sospetto di avere fissato per ieri l'annuncio della scelta per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media dalle polemiche suscitate da un video, registrato un anno fa, quando la Gran Bretagna era in pieno lockdown e c'era il divieto di riunioni sociali come misura anti Covid, in cui si vedono alcuni alti funzionari che scherzano su una festa di Natale a Downing Street.

 

 

SCANDALO

Questo scandalo ieri ha portato alle dimissioni di Allegra Stratton la consulente del premier britannico che all'epoca era responsabile stampa. Ieri Angela Strutton, in lacrime, ha fatto un passo indietro. Secondo Johnson il party, di cui si parla nel video, non sarebbe avvenuto e «comunque le regole introdotte per la pandemia non erano state violate».

 

 

Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA