Licenziamenti selvaggi, multe per multinazionali che ricevono aiuti statali: arriva legge anti-delocalizzazione

Domenica 8 Agosto 2021 di Giusy Franzese
Licenziamenti, arriva legge anti-delocalizzazione: multe per le aziende che ricevono aiuti statali

Basta decisioni unilaterali, hanno detto in questi giorni quasi all'unisono il ministro del Lavoro Orlando e la viceministra al Mise Todde. Le multinazionali non possono fare quello che vogliono sul territorio italiano, senza rispettare alcuna regola. Il governo ha deciso di mettere uno stop alle delocalizzazioni selvagge delle multinazionali che, per giunta, hanno pure intascato un bel po' di soldi pubblici. La Gkn, ad esempio, l'azienda nei pressi di Firenze che ha deciso di chiudere, secondo quanto rivelato dalla viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde che ha la delega sulle crisi industriali e che sta seguendo la vertenza, per i suoi stabilimenti italiani ha preso tre milioni di euro a fondo perduto.

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La stretta è in arrivo. Obiettivo: nel pieno rispetto della libertà d'impresa, stabilire delle regole affinché l'Italia non sia più per alcuni imprenditori stranieri solo un passaggio, giusto il tempo di usufruire di alcune agevolazioni e contributi. Per poi chiudere baracca e burattini lasciando a bocca aperta gli ignari spettatori/lavoratori. Magari avvisandoli via sms o WhatsApp.

LA STRETTA
La nuova legge antidelocalizzazioni potrebbe essere varata a settembre. E non è escluso si trovi il modo di applicarla alle vertenze in corso. Prevede che decisioni relative a chiusure delle fabbriche, così importanti e radicali anche per il territorio, devono essere preventivamente comunicate dai vertici aziendali alle istituzioni. Così da avviare un percorso di mediazione/raffreddamento. Le stesse istituzioni infatti convocheranno un tavolo. Sarà obbligatorio, inoltre, redigere un piano di reindustrializzazione, che indichi le potenzialità del sito produttivo ed eventuali riqualificazioni. Sarà nominato un advisor al quale toccherà esplorare se esistono davvero soluzioni alternative, nuovi investitori interessati. Le aziende che non rispetteranno la procedura dovranno obbligatoriamente accedere agli ammortizzatori sociali. Cosa attualmente per niente scontata: basti pensare che in queste ore i vertici di Gkn stanno valutando se accettare la proposta Todde di posticipare i licenziamenti usufruendo della cassa integrazione per cessata attività. Non solo. Se nei precedenti cinque anni hanno preso soldi pubblici dovranno restituirli con gli interessi. E se violeranno la nuova procedura dovranno anche pagare una multa salata: il 2% del fatturato.

Proprio come accade in Francia. Lì c'è la legge Florange, dal nome del comune dell'Est della Francia in cui si trovava lo stabilimento che il colosso siderurgico ArcelorMittal abbandonò nel 2013, lasciando a casa 600 dipendenti. Fu voluta dal presidente François Hollande e varata nel 2014. Prevede che le aziende redditizie (quindi non in crisi) con almeno mille dipendenti o che fanno parte di un gruppo con più di mille occupati, non possano chiudere e delocalizzare, prima di avere trovato un acquirente per garantire la continuità aziendale e produttiva. La proprietà deve cercare per almeno tre mesi un potenziale compratore. In caso di violazioni lo Stato può chiedere indietro gli eventuali incentivi pubblici concessi e comminare multe fino al 2% dei ricavi. Il punto debole - secondo i sindacati d'Oltralpe - è che l'85% delle delocalizzazioni riguarda aziende con meno di mille dipendenti. Alle quali non si applica la norma.

LE VERTENZE IN CORSO
In Italia ora sono sempre di più quelli che evocano e invocano la legge Florange. Anche se tutti sanno bene che non avrebbe avuto nessuno impatto sulle ultime chiusure di aziende annunciate in questo ultimo periodo, appena il divieto di licenziamenti introdotto con l'emergenza Covid è stato tolto. Perché la norma francese, come detto, si applica solo alle grandi imprese, quelle con più di mille dipendenti. E le varie Gianetti Ruote o Gkn sono decisamente al di sotto di quella soglia. Può fare poco anche la legge, varata dal primo governo Conte con l'allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio, sui marchi storici. Perché è vero che Gkn lavora quasi in esclusiva per l'ex Fiat ora Stellantis, ma è solo uno dei tanti fornitori.

In realtà l'Italia già ha una legge antidelocalizzazione, ma vale solo nel caso il trasloco della fabbrica avvenga fuori dall'Ue. Il trend però vede sempre più multinazionali scegliere come destinazioni per le delocalizzazioni non più i Paesi extraeuropei ma l'est Europa. Come il colosso degli elettrodomestici Whirlpool: chiusura a Napoli e nuove aperture in Polonia.

Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA