Nadia Toffa, la morte non fa cambiare idea a Filippo Facci: «Il cancro è una cosa troppo seria»

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Nadia Toffa, Filippo Facci: «Non cambio idea su di lei e su Le Iene»
Spietato, forse sì, ma coerente: Filippo Facci, che era stato protagonista di accesi diverbi in passato con Nadia Toffa e Le Iene, non cambia idea. Interpellato sui social, il 52enne giornalista, subito dopo la morte della popolarissima inviata e conduttrice della trasmissione su Italia 1, ha affermato di non voler tornare sui propri passi.




«L​a mia opinione sul personaggio Nadia Toffa non è cambiata, ma non mi sembra il caso di tornare a esibirla proprio oggi» - ha scritto Filippo Facci su Facebook - «Lo preciso per quanti mi chiedono stupidamente conto di un'opinione che la prevista morte della Toffa (che nel febbraio 2018 andò in tv a dire «sono guarita») non fa che confermare».

Mesi fa, Filippo Facci aveva accusato Nadia Toffa di spettacolarizzare la malattia e Le Iene di fare disinformazione medica. Un concetto che il giornalista ribadisce anche oggi: «Il cancro è faccenda troppo seria per lasciarla gestire alle Iene: sia spettacolarizzandolo personalmente, sia trasmettendo servizi giornalistici su stregoni secondo i quali i tumori si possono curare con l'aloe, con estratti di veleno di scorpione e altre scemenze propinate a milioni di telespettatori».
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Domenica 18 Agosto 2019, 14:45






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2 di 2 commenti presenti
2019-08-19 06:56:55
L'uso improprio delle parole "sono guarito/a" lo si può anche criticare; io mi metto nei panni di chi ha avuto il cancro e dopo la prima fase, e i medici ti danno 6 mesi di vita, e dopo 6 anni è ancora qui a raccontare la sua avventura mi pare non abbia esagerato nel dire sono guarito/a. Il cancro non è una cosa seria se non per chi ne ha paura, per chi lo affronta con consapevolezza è una malattia come tante altre, come la broncopolmonite, come l'allergia a certi cibi, come la TBE, e molte altre. Non vedo perché nascondersi, facciamo solo più male a noi stessi che agli altri; ho visto gente disperarsi per una osteomielite dove male ti vada perdi un arto e nel peggiore dei casi c'è la morte che ti aspetta; con una gamba in meno riesco ancora a giocare a pallone o devo starmene in casa fuori dal mondo e fuori da tutti come se avessi la peste! Personalmente delle mie malattie ne parlo a tutti e ogni volta che c'è l'occasione, per darmi forza e far capire che la vita può e deve continuare. Per quanto riguarda i cialtroni, e sono tanti, li metterei tutti in galera e butterei le chiavi; perché con la salute e la vita della gente non si scherza.
2019-08-18 18:37:57
Mi ha colpito parecchio la morte della Toffa visto che viaggio per i suoi stessi itinerari. E effettivamente di lei non ho apprezzato l'uscita (riproposta più volte in questi giorni): "Sono guarita". Una proiezione di una sua aspettativa personale? Un inganno dei suoi curanti? Un modo per riproporsi al suo pubblico con un vissuto difficile alle spalle di cui parlare? Spiego perchè la faccenda non mi è piaciuta: un fatto personale se volete. Che la sua frase ha illuminato a giorno. Intanto non sei dichiarato guarito, ma SOPRAVVIVENTE A TOT MESI/ANNI. A me DIECI anni fa avevano fatto capire che "ero ormai a posto". Non era vero, è arrivata la ricaduta. E - belli come il sole - i medici mi hanno detto: "Ce lo aspettavamo, sa..... Ma attendevamo una forma molto più maligna di quella che ora la affligge". Epperò....