Mina ha fatto 80: la celebrazione della Divina indiscussa

Martedì 24 Marzo 2020 di Simona Orlando
Mina compie 80 anni: la celebrazione della Divina indiscussa
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È innegabile: Mina ha compiuto 80 anni oggi il 25 marzo e gli auguri sono appropriati, ma forse va più a noi di farli che a lei di riceverli. Ha poco senso la contabilità anagrafica per un'artista che ha voluto scombinare qualsiasi sequenza temporale. A questa età, ce la ricordiamo ancora in bianco e nero, la ragazza nata a Busto Arsizio smisuratamente talentuosa, disinvolta e spiritosa nelle trasmissioni che hanno fatto la nostra migliore tv, riproposte dalle Teche Rai finché segnale non ci separi: le prodezze vocali a Canzonissima, gli sketch con Totò e Sordi, il duetto indimenticabile con Lucio Battisti al Teatro 10, a Studio Uno con Celentano. In Milleluci del 1974 cantò Non gioco più. Me ne vado, davvero e nessuno la prese in parola. Fu l'ultima apparizione su piccolo schermo, quella in concerto risale al 23 agosto 1978 alla Bussoladomani.

I MILLE GENERI
Così, da allora, Mina è rimasta intatta nel nostro immaginario senza rughe. I tempi li ha anticipati, assumendo un ruolo paritario con cantautori uomini (Paoli, De André, Battisti), incidendo dischi dal vivo, composti da soli inediti, da sole cover, tematici (Mina canta i Beatles, il Brasile, Napoli), sposando quando le girava la bossanova, il jazz, la scena contemporanea (da Britti agli Afterhours e Mondo Marcio). Con 150 milioni di dischi venduti, è l'interprete di maggior successo nella storia della musica leggera italiana, la più citata all'estero.

La grande assente, presente con un lavoro inedito quasi ogni anno. Anche se i nuovi brani non entrano nel dna degli italiani come avvenne per Se telefonando, Amor mio, Un anno d'amore, Parole parole, Grande grande grande e decine di altri (forse gli ultimi davvero popolari sono Brivido felino e Acqua e sale del 1998 con Celentano) è da Tintarella di luna del 1959 che si piazza in cima alle classifiche di vendita. Non la vediamo ma la sua voce è battente nella pubblicità con quello scivola scivola scivola, dal brano Stella Stai di Tozzi-Bigazzi, che lei trasforma in uno scioglilingua, in un gioco di note come fece con Le mille bolle blu, Una zebra a pois e Brava.

IL SIGARO ANNI 60
È percepita come un classico eppure è stata portatrice di nuove istanze. Minigonna e sigaretta, o addirittura sigaro, negli Anni 60 che ancora non approvavano il divorzio, non nascose la sua storia con Corrado Pani, sposato, dal quale, ebbe il figlio Massimiliano (la figlia Benedetta la ebbe poi con Virgilio Crocco). Nel 2006, dopo 25 anni di convivenza, ha sposato Eugenio Quaini, tenendosi il cognome da nubile. Donna emancipata eppure, all'apice del successo, preferì dedicarsi alla famiglia, chiudersi nel buen retiro di Lugano.

L'intelligenza non fu sparire, ma non averci mai ripensato. Guardando le copertine di Mina non si riesce a dedurre l'anno in cui sono state pubblicate. Potrebbero risalire a ieri o a domani, tanto sono moderne. Mina con il neo, senza sopracciglia, versione tuareg, settecentesca, con la torta in testa, Mina culturista, Gioconda, barbuta, boteriana, a fumetti, aliena dalla testa oblunga. Trasformazioni che al confronto Madonna e Lady Gaga diventano pioniere di seconda mano. Si è fatta arte, tela da esporre, mettendo in posa il viso che ci ha tolto dal vivo.

IL VOLUME
Non sappiamo niente di lei, se non quello che vuole farci sapere attraverso le sue rappresentazioni. Dal 1973 il messaggio estetico è affidato (dopo la sua approvazione) al pittore e fotografo Mario Balletti, che nel 2001 fu regista del video-documentario Mina in studio, una vera epifania con la Signora della canzone in carne, voce e treccia rossa. Ora Balletti cura il volume celebrativo Mina (Rizzoli lo pubblica il 31 marzo), con contributi vari, da Fiorello a Fossati (con Mina ha duettato nell'ultimo disco del 2019) e interviste del passato dove emerge un'artista lucida nel delirio altrui, quasi stupita della grandezza che le si riconosce, una mente acuta, ironica. Un'interprete non solo dotata di voce cristallina, quasi uno spelling del canto, ma con un pensiero profondo, vivace, curioso.

COME LA CALLAS
C'è una conversazione surreale del 1962 con il regista Luchino Visconti in una trattoria di Cinecittà, dove lei scardina lo stereotipo di piccola svitata, dice di detestare Sanremo, il divismo, le mode. Visconti la vedeva come un personaggio straordinario, una specie di mostro, ma del ritmo e Fellini l'avrebbe voluta nel film Il Viaggio di G. Mastorna. Un'accordatura onirica mancata. L'incontro con Oriana Fallaci è gustoso. Le due proprio non si capivano. Una cinica, l'altra romantica.

Però in quel 1961 Mina dava un'importante chiave di lettura: «Come essere umano io ho 18 anni, l'età che avevo quando questo miracolo o se preferite questa malattia si è abbattuta sopra di me. Quando una ragazza di 18 anni si vede trattata senza ragione come se fosse la Callas, qualcosa si arresta nel suo sviluppo mentale. Appena la gente si sarà stancata di me, tornerò a crescere partendo da quei 18 anni». Allora oggi auguri per i suoi 18 anni, perché nessuno si è ancora stancato di ascoltarla. Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 22:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA