Università, in campo il sindaco

Il sindaco scende in campo in difesa del Dipartimento di Scienze e tecnologie multimediali e lo fa tenendo a battesimo ArtCatalog, uno strumento ideato proprio dai docenti di via Prasecco che consente anche ai meno esperti di nuove tecnologie di creare cataloghi culturali e di mantenerli aggiornati e di cui lo stesso Comune si avvarrà per le sue iniziative. «In questo dibattito sulll'Università, in cui ci si chiede se il multimediale ci azzecchi qualcosa col territorio, la mia risposta - esordisce Claudio Pedrotti - è che ci azzecca moltissimo. Il Dipartimento di Scienze e tecnologie multimediali è parte del nostro territorio, ed è un modo per sviluppare il filone dell'innovazione come il Polo tecnologico e la scuola di design dell'Isia, e innescare quei processi virtuosi per contribuire a uscire dalle situazioni prodotte dalla crisi. Probabilmente il marketing deve essere fatto in modo migliore». E che il nuovo strumento presentato dal preside della Facoltà Gianluca Foresti (e che, pur snobbato in patria, ha già suscitato l'interesse di importanti realtà extraregionali) sia una testimonianza concreta del ruolo della Facoltà sul territorio, lo conferma il presidente del Consorzio universitario di via Prasecco, Giuseppe Amadio, che sottolinea anche come «Scienze e tecnologie multimediali potrebbe, nel progetto di riorganizzazione della formazione universitaria a Pordenone, essere potenziato nell'erogazione della didattica universitaria, ma anche fornire servizi alle imprese e agli enti pubblici del territorio». E dovrebbe infatti essere presentato a breve al cda del Consorzio il progetto del Centro di produzione di servizi multimediali, attraverso il quale, continua Amadio, «non solo confermeremmo la presenza a Pordenone, ma grazie a questa trasformazione delle modalità di erogazione avremmo un potenziamento della multimedialità».
Amadio chiarisce anche, a proposito della piattaforma di e-learning che andrà in sperimentazione sul corso di economia, che «l'e-learning è una modalità di interazione che nulla ha a che fare con la mera teledidattica. Si tratta di lezioni costruite con un lavoro molto più ampio, con quattro ore di registrazione. Basti pensare che l'Università di Harvard ha corsi di economia con 20mila iscritti in e-learning e assicura in questo modo una formazione distribuita sul territorio». «I due atenei regionali - conclude Amadio - dovranno agire in maniera collegata».
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Venerdì 6 Febbraio 2015, 04:56






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