Nomade ucciso, caccia al quinto uomo
Potrebbe essere stato lui a sparare

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Nomade ucciso, caccia al quinto uomo  Potrebbe essere stato lui a sparare

di Luca Pozza

ZANE' - Clamorosa svolta nell'uccisione di Davide Kari, il 51enne nomade di origine sinti, freddato giovedì pomeriggio in un terreno agricolo tra Thiene e Zanè con un colpo di pistola all'addome. A sparare potrebbe non essere stato nessuno dei quattro (tre uomini e una donna) attualmente rinchiusi in carcere, ma una quinta persona, ora in fuga e al momento irreperibile.

Sulla vicenda esiste il massimo riserbo da parte degli inquirenti berici, ma tale possibilità starebbe emergendo dall'analisi dei proiettili e da altre indagini scentifiche, peraltro in collaborazione con i Ris di Parma. I due colpi - il primo letale per Davide kari e l'altro che ha ferito gravemente il fratello di quest'ultimo Vianello, 42 anni, sempre ricoverato all'ospedale di Santorso ma fuori pericolo - sarebbero partiti da un'altra arma e non dalla calibro 9 (risultata rubata nel 2006) trovava in possesso alla famiglia Helt. 

Una conferma in questo senso potrebbe arrivare quando inizieranno gli interrogatori in carcere delle persone ora rinchiuse: si tratta di Lucia Helt, 59 anni, i suoi figli Davide e Fulvio Helt, rispettivamente di 38 e 22 anni e Paradise Kari, 28 anni, imparentato (alla lontana) con la famiglia assalita ma che ha sposato una Helt e che quindi ha cambiato "clan".

 
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Sabato 25 Giugno 2016, 14:06






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