Alla sbarra per una rapina l'albanese imprendibile autista della banda dell'Audi gialla

Martedì 2 Ottobre 2018 di Marco Aldighieri
L'Audi gialla
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PADOVA - Si è aperto il processo per Vasil Rama accusato di rapina. L’albanese di 38 anni, arrestato per quel reato, è meglio conosciuto come l’autista dell’Audi gialla. La vettura con cui la sua banda per mesi, tra il 2015 e il 2016, ha seminato il panico sulla strade del Nordest tra fughe a folle velocità e corse in contromano in autostrada dopo aver commesso numerosi furti in appartamento. In questo caso il 38enne straniero è finito alla sbarra per una rapina commessa a Torreglia, sfociata in un conflitto a fuoco con i carabinieri, e per due furti messi a segno in provincia di Vicenza. 

Il 26 gennaio del 2016 l’Audi gialla è stata ritrovata bruciata in mezzo un campo vicino a Treviso. Ma è tra il 21 il 22 gennaio che la famigerata Audi gialla si fa leggenda. Prima il faccia a faccia dei banditi con il capo della Mobile giuliana a Prosecco, sull’Altipiano carsico. Poi la notte di paura e di sangue in A4, a Mestre, con il duello che scatta al casello di Noventa e l’Audi che svanisce al casello di Montebello per poi ripiombare in A4, e che per evitare un rallentamento all’altezza di Vetrego, sul Passante, fa inversione e contromano per cinque chilometri si dilegua abbattendo la sbarra all’uscita di Spinea lasciandosi alle spalle un tamponamento mortale costato la vita a una 58enne russa.
LA RAPINA
Era il 16 gennaio di due anni fa quando secondo l’accusa Vasil Rama, insieme a due complice, ha sparato alcuni colpi di pistola contro una pattuglia dei carabinieri della stazione di Abano Terme. La banda, quella sera, era appena penetrata in una villetta di Torreglia dopo aver forzato una delle finestre del soggiorno. I tre, una volta all’interno dell’abitazione, hanno rubato una medaglia d’oro con impressa la Madonna, una borsa marca Alviero Martini, diversi vestiti e un piumone. Ma il loro raid non si è fermato lì. I tre si sono poi diretti, sempre a bordo dell’Audi gialla, ad Abano in via Ghislandi e qui hanno tentato di svaligiare un paio di garage. In un secondo momento sono arrivati in via Previtali. Qui hanno puntato una casa, hanno forzato una porta finestra, ma non sono riusciti a rubare nulla. Poco dopo sono intervenuti gli uomini dell’Arma e gli albanesi hanno sparato per coprirsi la fuga.
I FURTI
Ma quattro giorni più tardi, il 20 gennaio del 2016, i tre sono tornati in azione questa volta in provincia di Vicenza. La banda, dopo avere forzato la porta d’ingresso, è penetrata in un’abitazione di Romano d’Ezzelino e una volta all’interno si è impossessata di 2.700 euro in contanti, un orologio da uomo marca Sinn del valore di circa 5 mila euro, un anello da donna in oro bianco Trilogy con zirconi del costo di 500 euro e un girocollo da donna in oro bianco con pietra rossa del valore di 800 euro. I tre, sempre quella notte e sempre con l’Audi gialla, si sono poi diretti a Cassola ancora in provincia di Vicenza. Nel mirino un’altra villetta: la banda ha forzato una finestra e in pochi minuti ha arraffato gioielli, orologi, argenteria e denaro contante per un valore complessivo di 250 mila euro. Un super furto in abitazione. La prossima udienza con imputato Vasil Rama, difeso dall’avvocato Stefania Pattarello del foro di Venezia, è stata fissata per il 22 di ottobre. 
Marco Aldighieri

Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre, 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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