Patrizia De Blanck a Verissimo: «Ero mangiatrice di uomini, adesso sono sola con Giada e i miei cani»

Sabato 5 Dicembre 2020 di Eva Carducci
Patrizia De Blanck a Verissimo: «Ero una mangiatrice di uomini, adesso sono sola con Giada e i miei cani»

«Ho avuto cose grandissime e dolori immensi. Una vita tosta, ma sono l'ultima testimone di un'epoca che è finita. Sono rimasta solo io, custoditemi bene» esordisce così nel salotto della Toffanin la Contessa Patrizia De Blanck, a cuore aperto sulla sua vita oltre i riflettori, compresa la rivalità con la madre: «Mia madre si eccitava solo con il potere, prendeva in considerazione solo gli uomini potenti. Quando sono diventata bella mi vedeva come una rivale. Mi sono sposata e me ne sono andata da ragazza per questo motivo. Dopo tre mesi ho sposato Antony, sembrava una storia d'amore da film, ma è durato poco. Fu un mezzo per andare via di casa, non lo amavo in realtà».

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Un rapporto conflittuale quello con i propri sentimenti: «Mio padre era un classico ambasciatore, per lui ho sempre provato un amore formale, mentre mia madre l'ho amata più tardi. Non mi ha dato l'affetto che un figlio dovrebbe avere, ma l'ho vista prima di morire e le ho detto tutte le cose che non gli avevo detto, non porprio tutte in realtà perché non ho fatto in tempo. Mi dispiace che non abbiamo avuto modo di capirci, ma adesso da lassù avrai capito, ma certe cose vanno dette in vita. I rimorsi e rimpianti restano», non trattiene le lacrime la De Blanck pensando alla mamma, ma prosegue il racconto cambiando argomento: «Cerco di difendermi, ma è dura. Ho sempre avuto rapporti tormentati. Ma non ho rimpianti o rimorsi, la mia vita malgrado tutto è andata e l'ho presa sempre a morsi, lottando e andando avanti».

 


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Il racconto è proseguito poi con una rifelssione sulla vita sentimentale della Contessa: «Essere definita una mangiatrice di uomini non me ne frega niente. Avevo tutto, modestamente eh, ma ero intelligentissima, bellissima. Ho fatto il casanova in gonnella, mi sono levata tutti gli sfizi. Proprio perché me li sono levati ora sono da sola con i miei cani e mia figlia, fino a quando vorrà rimanere con me. In vita mia mi sono innamorata veramente solo due volte. L'amore deve essere giocoso, e ogni volta mi divertivo interpretando una parte con i miei flirt. Ho sempre avuto due amori insieme, uno sapeva e l'altro no. Ero molto tranquilla, li lasciavo andare e non ero rompipalle perché avevo altro da fare, avendo due amanti, o un fidanzato e un amante. Ho amato Giuseppe, ma l'ho lasciato amandolo. Siamo rimasti molto legati anche dopo la separazione, e mi è morto fra le braccia. Ho anticipato a 15 anni la festa dei 18 anni di Giada per far partecipare anche lui. A quarant'anni ho avuto Giada, mi fa una pena la definizione primipara attempata che mi diedero, perché non aveva molto senso, i figli li fai all'età in cui ti senti di averli. Io non li volevo figli, l'ho fatto per Peppino per una serie di motivi. Ma ho perso il nostro primo figlio, a quel punto mi sono impuntata, se non posso averlo lo voglio. Quando c'è stato il periodo in cui potevo farli sono andata da Peppino e gli ho detto che aveva una settimana di tempo per mettermi incinta, se voleva un figlio anche lui. E se non era d'accordo lo avrei fatto con un altro. Ma ha ottemperato il suo dovere e poi è nata Giada. Alla fine ho ottenuto quello che volevo io. Con lei sono cambiati tutti i parametri affettivi, forse non avevo mai preso in considerazione di averne perché non sono stata una figlia esemplare, ma lei mi ha insegnato a essere diversa, a capire quanto siano importanti i figli in realtà. Per questo è importante dirlo, e far sentire quanto li amiamo, ogni giorno».

 

Ultimo aggiornamento: 18:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA