Cina, nuovi servizi digitali per la città proibita: Il Museo del Palazzo cinese intensifica la tecnologia

Mercoledì 8 Settembre 2021
Cina, nuovi servizi digitali per la città proibita: Il Museo del Palazzo cinese intensifica la tecnologia

Il Museo del Palazzo cinese, noto anche come la Città Proibita, sta intensificando l'uso della tecnologia digitale per aumentare la sua attrattiva pubblica e gli scambi internazionali. Nel corso della 2021 China International Fair for Trade in Services, una serie di tecnologie digitali quali la fotografia panoramica, la raccolta di dati tridimensionali di alta precisione, gli occhiali smart alimentati da Intelligenza artificiale e l'interazione vocale hanno reso il museo di tendenza e vibrante. Il padiglione di 285 metri quadrati dedicato alla Città Proibita, espone le applicazioni delle tecnologie digitali in campi quali l'archeologia, la protezione dei reperti culturali e la messa in mostra, e ha riscosso un grande successo alla fiera dei servizi. Yu Zhuang, vice capo del dipartimento digitale e dell'informazione del Museo spiega che la digitalizzazione dell'importante polo museale di Pechino procede da oltre 20 anni e la sua finalità fondamentale è quella di conservare, preservare per il futuro e utilizzare, in modo permanente, un patrimonio culturale umano così grande e prezioso attraverso la tecnologia. Attualmente, sono oltre 700.000 i reperti culturali presenti nel Museo del Palazzo convertiti in digitale e la digitalizzazione di base viene promossa e accelerata in modo ordinato con la registrazione di circa 70.000-80.000 pezzi all'anno. «Stiamo cercando di dare a tutti i reperti del patrimonio culturale tangibile un'identificazione digitale», prosegue Yu, il quale avverte l'urgenza di accelerare il processo di digitalizzazione del Museo del Palazzo per far fronte alle frequenti deturpazioni e ai danni che vengono apportati ai reperti di tutto il mondo.

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Il funzionario racconta dello smontaggio e della riparazione di un oggetto antico, ovvero un orologio decorato da una torre e sovrastato da una pagoda, spiegando che l'intero processo di ripristino e ogni componente dell'articolo sono stati registrati utilizzando la raccolta di dati in 3D. «Se la raccolta e le misure avvengono in maniera sufficientemente precisa, possiamo ricorrere alla stampa 3D e ad altre tecnologie per replicare questo complesso e sofisticato orologio in futuro», ha aggiunto Yu. Nel contesto della pandemia di Covid-19, i musei cinesi hanno accelerato il ritmo della digitalizzazione così da consentire ai visitatori che non possono uscire di casa di ammirare le esposizioni online via Internet. In futuro, i reperti culturali presenti nei musei di tutto il mondo potranno essere facilmente raggruppati in forma virtuale così da organizzare esposizioni internazionali, agevolando il dialogo e lo scambio tra civiltà e culture, secondo Yu, per il quale «si tratta di qualcosa davvero entusiasmante». I risultati raggiunti dal Museo del Palazzo in termini di digitalizzazione sono stati introdotti in più di 200 Paesi e regioni. Secondo Leng Hanzhang, un membro del dipartimento di Yu, la tecnologia di segmentazione delle immagini utilizzata per offrire una visione più chiara e più ravvicinata a livello di pixel dei capolavori di pittura nella collezione del Museo del Palazzo è ora ampiamente applicata nei poli museali nazionali ed esteri. Il Museo del Palazzo promuove attivamente gli scambi di personale e tecnologia con le controparti straniere, ricorda Yu. Quest'ultimo aggiunge infine che il lavoro di digitalizzazione ha lo scopo di preservare in modo permanente un patrimonio culturale che perdura da 600 anni e conclude: «nell'abbracciare il futuro, i prossimi 600 anni del Museo del Palazzo saranno ancora più brillanti». 

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 11:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA