Covid e rugby. Francia: budget a rischio in 16 club e -24% di giovani tesserati

Sabato 16 Maggio 2020 di Ivan Malfatto
La foto celebrativa sul sito della Lnr del Tolosa campione di Francia 2019 mentre solleva il Boucler de Brennus


PARIGI - La Lega francese di rugby (Lnr) rischia di vedere la metà dei suoi club con budget inadeguati al professionismo la prossima stagione, ora che Top 14 e ProD2 sono stati chiusi per il Coronavirus senza assegnare titoli. Per quello di campione di Francia (Bouclier de Brennus) non succedeva dal tempo di guerra (1940-42), come per lo scudetto in Italia (1944-45).

Il direttore della Direzione di controllo sui campionati professionisti (Dnagc) Dominique Debreyer afferma in una relazione alla Lnr, i cui contenuti sono riportati da Midi Olympique, che 9 club di Pro 14 e 7 di ProD2 rischiano di non poter presentare un budget adeguato la prossima stagione. Sono più della metà, 16 su 30. Questo a seguito della chiusura anticipata della stagione per il Covid-19 e nonostante i 15 milioni destinati dalla Lnr ai club in difficoltà per compensare il probabile mancato arrivo dell’ultima rata dei diritti televisivi. Canal+ versa per il campionato 97 milioni di euro a stagione.

Tutto ciò in una situazione di duro conflitto fra Lnr e federazione (Ffr) per il no dei 30 presidenti di club alla proposta del presidente federale Bernarde Laporte di accogliere due promosse dalla Federal 1 (terza divisione) allargando la ProD2 da 16 a 18 squadre.

Altro motivo di preoccupazione a livello di base, manifestatosi prima dell'emergenza Covid 19, è calo del 24% dei giovavani tesserati. L'ha dichiarato all’Equipe Claude atcher, direttore del comitato organizzatore francese della Coppa del mondo 2023, al termine del Mondiale in Giappone. In pratica è stato perso un rugbista su quattro. “La Rwc 2023 permetterà al rugby, come nel 2007, di ritrovare attrattività ha spiegato Atcher - Nel 2008 c’è stato un aumento del 30% dei tesserati. Ma federazione, club e comitati territoriali non erano pronti ad accoglierli. Così già nel 2009 si era persa la metà dei nuovi tesserati”.

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