Nuoto, Quadarella sogna il 2022: «Sarò la regina di Roma»

Mercoledì 4 Dicembre 2019 di Gianluca Cordella

Simona Quadarella ha due facce, come le medaglie che si mette al collo. Una timida, che la spinge a rispondere quasi a monosillabi alle domande. E una forte e decisa, che in quelle poche parole condensa la consapevolezza del proprio smisurato talento. Così, quando le chiediamo dove può arrivare, lei che a 21 anni non ancora compiuti ha vinto di tutto, compie un piccolo capolavoro di sintassi: «Credo dappertutto». Una parola per la timidezza e una per la consapevolezza. Da oggi la romana sarà impegnata agli Europei in vasca corta di Glasgow (diretta su RaiSport), là dove il suo talento era esploso con il triplete 400-800-1500 di Euro2018, ma nella vasca olimpica. Con la testa che viaggerà tra Tokyo 2020 e Roma 2022. 

Da Glasgow a Glasgow: torna sul luogo della consacrazione.
«Bello, è una piscina che mi ha regalato un sacco di emozioni e spero che possa regalarmene altre. Anche se non è l’appuntamento più importante della stagione...». 
 

 

Come sta?
«Sono pronta. Però per la preparazione ci siamo concentrati più sugli Assoluti di Riccione (12-14 dicembre), quando dovremo cercare i tempi per andare alle Olimpiadi». 

Bronzo agli Europei di Copenaghen. Argento ai mondiali di Hangzhou: in vasca corta le manca un metallo.
«E speriamo di prenderlo adesso. Le condizioni ci sono».

Cos’è successo dai Mondiali di Gwangju in poi?
«Al di là delle medaglie è stato un Mondiale che mi ha lasciato più sicurezza, più certezze. Poi per il resto devo dire che la vita non mi è cambiata moltissimo».

Il rapporto di amore/odio con la vasca corta a che punto è?
«Diciamo che continuo a preferire la lunga. Però la corta mi ha regalato risultati importanti, soprattutto ai Mondiali in Cina di un anno fa, quando vinsi l’argento con un tempone che non credevo di riuscire a fare». 

Lunedì sono stati assegnati gli Europei del 2022 a Roma. Nuoterà in casa...
«Bellissimo e, aggiungerei, finalmente. Nel 2009, quando ci furono i Mondiali, avevo solo dieci anni. Andai a vedere una gara, non mi ricordo nemmeno quale, e, nonostante non ci fossero italiani in acqua, la ricordo ancora come un’emozione fortissima». 

Peraltro non ci sarà più Federica Pellegrini. Possiamo dire che la regina del nuoto azzurro sarà lei?
«Eh, diciamo di sì. La verità è che mancano ancora tre anni e può succedere di tutto. Io ovviamente spero di essere ancora al top». 

Quale valore aggiunto può portare Roma a una manifestazione di questo tipo?
«L’ambiente, il calore. Sappiamo quanta passione ci mette il pubblico romano. E poi Roma è Roma. Immaginate che spettacolo i tuffi dalle grandi altezze con Castel Sant’Angelo sullo sfondo...».

Quanto è cresciuta Simona Quadarella negli ultimi anni?
«Un bel po’, non mi sento la stessa persona di un paio di anni fa. Ho avuto tante conferme che mi hanno aiutato a essere più sicura di me stessa».

Sotto quale aspetto è migliorata maggiormente?
«Un po’ in tutto, ma forse è mentalmente che ho fatto i maggiori progressi. Ero più immatura e affrontavo le gare senza sapere bene a cosa andassi incontro. Adesso so gestirmi di più, merito anche dell’esperienza che si accumula di gara in gara». 

E dove può arrivare ancora?
«Credo dappertutto». 

Quando comincerà a pensare a Tokyo 2020?
«Già lo faccio da tempo. In acqua invece non pensiamo ad altro dal 1° settembre, giorno in cui ho ricominciato ad allenarmi».

Nella classifica degli obiettivi battere la Ledecky a che posto è?
«Al primo. Anche perché battere lei significa il più delle volte prendere la medaglia d’oro». 

Nei famosi 1500 mondiali di Gwangju, quelli cui l’americana ha rinunciato e che lei ha stravinto, l’avrebbe battuta?
«Me lo dicono in tanti. Io sinceramente ci ho sempre pensato poco, mi basta aver portato a casa quell’oro».
 

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