No vax, tornano in ospedale 4mila sanitari: finisce l'obbligo del vaccino, restano le mascherine

Il nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci: "Così si contrasta la carenza di organico"

Martedì 1 Novembre 2022 di Mauro Evangelisti
No vax, tornano in ospedale 4mila sanitari: finisce l'obbligo del vaccino, restano le mascherine

Tornano al lavoro 4mila operatori sanitari No vax. Il nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci, scandisce però bene un concetto: «Ribadisco l'importanza dei vaccini nel contrasto alla pandemia». Sulla revisione della quarantena per i positivi il ministro prende tempo. E le mascherine in corsia? Prevale la necessità di tutelare i più fragili, dopo il monito del capo dello Stato, Sergio Mattarella, che aveva avvertito: «La situazione è migliorata, ma ancora la battaglia non è stata vinta». Prorogato l'obbligo per medici, infermieri e visitatori di indossare la mascherina all'interno di ospedali e Rsa, come era stato indicato nell'ultima ordinanza firmata dall'ex ministro Roberto Speranza, che scadeva ieri.

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SCELTA
Il nuovo provvedimento del ministro Orazio Schillaci la proroga e sarà in vigore fino al 31 dicembre. Accoglie la spinte arrivate dalla comunità scientifica, dai medici, ma anche dalle Regioni, visto che ieri, prima della riunione del Consiglio dei ministri, diverse amministrazioni, di centrodestra e centrosinistra, come Lombardia, Lazio e Campania, avevano preso posizione a favore dei dispositivi di protezione all'interno degli ospedali. Per quanto riguarda il reintegro al lavoro di medici e infermieri che hanno rifiutato di vaccinarsi contro il Covid, il consiglio dei ministri ha anticipato la scadenza dell'obbligo. Era prevista per il 31 dicembre, ieri il provvedimento del governo l'ha fissata per il primo novembre, cioè per oggi. La premier Giorgia Meloni: «Abbiamo deciso di anticipare la fine dell'obbligo perché ci consente di prendere 4mila persone e di immetterle al lavoro». Vista la carenza di medici e infermieri, anche questi 4mila possono essere utili, di qui la scelta di prevedere il loro rientro al lavoro che sarebbe comunque avvenuto tra due mesi. Schillaci: «Crediamo fortemente che aver rimesso a lavorare questi medici e questi operatori sanitari serva innanzitutto per contrastare proprio la carenza che si registra sul territorio. Carenza che deriva da una programmazione evidentemente sbagliata negli ultimi 10 anni, con il ricorso sempre più frequente a medici extracomunitari oppure ai cosiddetti medici a gettone, che percepiscono emolumenti pari da 2 a 5 volte quelli dei medici che operano nel Servizio sanitario nazionale». Attenzione, Schillaci non contesta la scelta di avere allontanato dagli ospedali medici e infermieri che hanno rifiutato di vaccinarsi. Dice però: «Il quadro epidemiologico del Covid-19 oggi è mutato rispetto a quando questo provvedimento sull'obbligo vaccinale è stato preso. Ai dati in nostro possesso oggi l'impatto sugli ospedali continua ad essere limitato».


NUMERI
Il ministro conferma che il bollettino quotidiano del numero di casi positivi sparisce, i dati saranno diffusi su base settimanale: «Se ci saranno nuove varianti siamo pronti a intervenire. Quanto al bollettino dei dati sul Covid, i dati sono raccolti tutti i giorni, ma avere una stima settimanale dà un quadro diverso. I dati non sono secretati e sono a disposizione delle autorità competenti». C'è infine il nodo della quarantena per un positivo al Covid. Attualmente, un asintomatico dopo cinque giorni si sottopone al tampone, se è negativo è già libero. Potrebbe essere ridotto o eliminato questo periodo di isolamento? Si potrebbe rinunciare al tampone di uscita? Spiega il ministro Schillaci: «Ci stiamo lavorando, abbiamo avuto le prime riunioni scientifiche con gli esperti dell'Istituto superiore di sanità e dell'Irccs Spallanzani, e anche con Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco. Per questo vediamo qual è l'evoluzione del quadro epidemiologico e ribadisco: ogni decisione verrà presa sempre e solo nell'interesse dei pazienti».

 

Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 08:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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