«Il Mose ha arginato onde di 3 metri e una marea che è salita in anticipo»

Venerdì 5 Novembre 2021
«Il Mose ha arginato onde di 3 metri e una marea che è salita in anticipo»

IL BILANCIO
VENEZIA Ancora un po' di acqua alta, il Mose potrebbe essere sollevato soltanto domani mattina per la massima alle 10.50 di 105, ma bisognerà attendere l'evoluzione del meteo. Le alzate di emergenza potrebbero dunque essere per ora concluse. Altri 105 cm sono previsti per questa mattina alle 10.20, mentre in serata il valore è in diminuzione. Insomma, salvo sorprese, il fenomeno è in attenuazione, ormai.
Ed è tempo di stilare un bilancio di questa prima acqua alta di novembre.
«Alle condizioni favorevoli standard per l'acqua alta si sono aggiunti un contributo meteo particolarmente significativo e delle turbolenze nel Mediterraneo che hanno generato degli episodi non consueti. Dati tutti da studiare» spiega Alvise Papa, responsabile del Centro di Previsione Maree del Comune di Venezia, che fornisce il sistema previsionale (insieme a Cnr Ismar e Ispra) su cui si basano le procedure di emergenza del Mose.
«Il contributo meteo di questi giorni, in particolare quello di mercoledì, di 90 centimetri, era elevatissimo. Da sommare a una marea astronomica altissima, come gli 87 centimetri dell'altro giorno, il secondo valore più alto degli ultimi dieci anni. Il primo in assoluto è stato registrato in aprile. Segno di cambiamenti climatici: quelli che prima erano eventi singoli, ora diventano più frequenti. A questo si è aggiunta la turbolenza provocata dall'uragano nel Mediterraneo che ha colpito la Sicilia, e che sull'Alto Adriatico ha provocato delle perturbazioni, delle turbolenze, con dei moti caotici e dei fenomeni difficilmente prevedibili. Come l'anticipo di marea di mercoledì, di circa due ore, o il fatto che pur avendo tenuto aperta per alcune ore una bocca di porto, a Malamocco, l'acqua non entrava» prosegue Papa. Che conclude: «Un dato è certo: abbiamo registrato maree dell'ordine di 135, 138, 116, 112 con onde che in mare erano fino a 3 metri e 20, e la gente passeggiava per Venezia come se nulla fosse. Al di là delle polemiche, il Mose funziona».
Sul tema dell'acqua alta, e in particolare sull'anniversario dei 55 anni dall'Aqua Granda del 1966, interviene il parlamentare Nicola Pellicani. «La notte scorsa grazie allo sforzo di decine di lavoratori che, nonostante sul Mose scorra un fiume di soldi, vengono pagati a singhiozzo, le dighe sono state sollevate e la città è rimasta all'asciutto. L'opera non è ancora conclusa e ogni alzata costa 300 mila euro». E ricorda che «i lavori avrebbero dovuto concludersi nel 2012 poi nel 14 quindi nel 16. Ancora nel 18, slittati nel 21. In mezzo c'è stato lo scandalo che così tanto ha ferito e umiliato la città. Ora lo stuolo di commissari straordinari - Venezia ahimè è una città commissariata - assicura che finirà tutto per il 2023. Chissà se si riuscirà a venire mai capo dell'intricatissima vicenda del Mose, che sto seguendo da vicino prima da giornalista e, da tre anni da parlamentare» e auspica che il Governo si sbrighi a istituire l'Autorità per la Laguna e il Centro Internazionale sui Cambiamenti Climatici, «perché dobbiamo già pensare al futuro»
Raffaella Vittadello
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