A Mira, politica, satira e costume sull'Amaca di Serra

Venerdì 26 Novembre 2021

TEATRO
Scrivere ogni giorno, per ventisette anni, la propria opinione sul giornale, è una forma di potere o una condanna? Un esercizio di stile o uno sfoggio maniacale, degno di un caso umano? Se lo chiede Michele Serra, storica firma prima dell'Unità e di Cuore, poi di Repubblica e l'Espresso, che porta in scena se stesso in un racconto teatrale che lui stesso definisce «comico e sentimentale». Il giornalista-scrittore torna dunque a commenti corrosivi e cronache che l'hanno accompagnato in quasi 50 anni di carriera, tra calcio e politica, televisione e satira.
SCRITTORE IMPUDICO
Il sottotitolo scelto dall'umorista, autore e scrittore è significativo: Considerazioni in pubblico alla presenza di una mucca. Sì, perché Serra parte da una domanda: bisogna invidiare le bestie, che per esistere non sono condannate a parlare? Le parole, con le loro seduzioni e le loro trappole, sono invece le protagoniste di questo racconto teatrale impudico e coinvolgente. Le persone e le cose trattate nel corso degli anni la politica, la società, le star vere e quelle fasulle, la gente comune, il costume, la cultura riemergono dal grande sacco delle parole scritte con intatta vitalità e qualche sorpresa. Serra racconta di sé e del mestiere fragile e faticoso dello scrittore cercando di dipanare la matassa delle proprie debolezze e delle proprie manie. Ma forse il vero bandolo, come per ogni cosa, è nell'infanzia. Il finale, per fortuna o per gioco, è ancora da scrivere e si lascia immaginare dalla scena.
IL CARTELLONE
Lo spettacolo con Michele Serra inaugura la stagione del teatro Villa dei Leoni. Gli appuntamenti successivi nel variopinto cartellone sono Eleganzissima con Drusilla Foer il 4 e 5 dicembre e il docupuppets per marionette e uomini La classe di Fabiana Iacozzilli il 16 e 17 dicembre.
Il programma riprende nel 2022 con Marta Dalla Via nel nuovo Le parole non sanno quello che dicono il 22 gennaio, il 4 febbraio Michela Murgia nel monologo Dove sono le donne?, accompagnata dal vivo dal musicista Francesco Medda Arrogalla, e poi Andrea Pennacchi con Mio padre appunti sulla guerra civile l'11 febbraio e la nuova coreografia della MM Contemporary Dance Company Love poems il 12 marzo. In chiusura di cartellone, il 26 marzo Fabio Troiano interpreta Il Dio bambino, scritto nel 1993 da Giorgio Gaber con Sandro Luporini. (g.mar.)
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