Usl, sono 120 i dipendenti No-Vax: nei guai anche 7 medici

Sabato 2 Ottobre 2021

LA MAPPA
TREVISO Ci sono sette medici No-Vax tra i dipendenti dell'Usl della Marca: 2 sono già stati sospesi, con relativo taglio dello stipendio, e gli altri 5 sono chiamati a vaccinarsi contro il Covid entro il 10 ottobre dopo che la commissione ha evidenziato l'assenza di motivi di salute per evitare l'iniezione obbligatoria per il personale sanitario. Scorrendo l'elenco complessivo dei 120 dipendenti No-Vax che ora rischiano la sospensione per non essersi vaccinati (altri 20 sono già stati lasciati a casa: 2 medici, 10 infermieri e 8 oss) si scopre che sono distribuiti in diversi settori. E questo rischia di mandare in crisi parecchie aree degli ospedali trevigiani in caso di una lunga serie di assenze.
I REPARTI
Due oss della Terapia intensiva di Treviso sono già stati sospesi dal servizio. Rischiano lo stesso provvedimento 2 infermieri della Terapia intensiva di Conegliano. Poi ci sono 2 operatori del pronto soccorso di Treviso e altri 2 del pronto soccorso di Conegliano. Sempre a Conegliano, 2 operatori della Cardiologia non si sono vaccinati senza valido motivo. Di seguito, si continua con 2 addetti delle Cure primarie e 3 del settore della Direzione medica. E a questi si aggiunge del personale dei reparti di Ortopedia di Treviso e di Montebelluna, più una parte dell'equipe di una Medicina, dell'area Disabilità e alcuni fisioterapisti della Riabilitazione. «Non abbiamo concentrazioni di No-Vax in alcun reparto fa il punto Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl sul totale dei 120 dipendenti non vaccinati, sono una ventina quelli che riteniamo difficilmente convincibili».
L'AVVERTIMENTO
«Alcuni tra quelli che hanno ricevuto la raccomandata hanno già deciso di sottoporsi all'iniezione. Ma se le sospensioni non saranno limitate bisognerà riorganizzare i servizi e i settori degli ospedali avverte c'è tempo fino al 10 ottobre. Il giorno seguente avremo un incontro con i sindacati per valutare eventuali riorganizzazioni a fronte dei numeri definitivi». Oltre a un allungamento dei tempi, comunque, non ci saranno sconti. La conferma arriva anche da Antonio Farnia, primario dell'unità di Anestesia e rianimazione di Treviso: «Da inizio pandemia siamo impegnati in prima linea nella cura dei pazienti colpiti dal Covid in forma grave. È impensabile che qualcuno nel nostro reparto possa continuare a lavorare senza essere vaccinato». Nelle ultime ore sono stati sospesi anche un medico di guardia medica e 2 infermieri nelle case di riposo. Per l'Ordine delle professioni infermieristiche di Treviso, però, non è che la punta dell'iceberg. La commissione ad hoc presieduta dal direttore sanitario Stefano Formentini deve ancora valutare la posizione di almeno 200 operatori della sanità in servizio nel privato che non si sono vaccinati. Compresi 4 medici di famiglia, tra i quali Riccardo Szumski. «In realtà ne mancano molti altri», sostiene Samanta Grossi, presidente dell'Ordine degli infermieri. Ma Benazzi non ci sta: «Se l'Ordine conosce i nomi di altri operatori della sanità non vaccinati, ce li indichi». Intanto il Covid continua a uccidere. Ieri è mancata una donna di 95 anni, non vaccinata, già costretta a convivere con altre gravi patologie, contagiata dal coronavirus nell'ambito familiare. Salgono così a 1.844 i lutti registrati nel trevigiano in poco più di un anno e 7 mesi di epidemia.
Mauro Favaro
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