Pozzi a rischio: «Guardia alta»

Mercoledì 1 Marzo 2017
Pozzi a rischio: «Guardia alta»
«Continueremo a tenere la guardia alta a garanzia della qualità dell'acqua che sgorga dai rubinetti delle famiglie di Mogliano». Sono le parole conclusive del dettagliato intervento fatto dell'assessore all'ambiente, Oscar Mancini, in risposta all'interpellanza della consigliera Cristina Manes (M5S) sui pericoli dell'inquinamento delle falde acquifere del territorio da Pfas, diserbante glifosate e dal temuto mercurio. Dati alla mano, Mancini ha escluso che nella rete dell'acquedotto cittadino esistano contaminazioni da sostanze Perfluoroalchiliche (Pfas) com'è avvenuto nelle province di Vicenza e Padova. A confermarlo sono i risultati delle analisi su circa 120 campioni tra pozzi di captazione e centrali di sollevamento effettuate dalla società multiutility Varitas Spa che gestisce l'acquedotto moglianese. La stessa cosa si può dire per il glifosate, l'erbicida più usato al mondo che ultimamente è stato messo sotto accusa per essere potenzialmente cancerogeno. Il Comune di Mogliano ha bandito l'uso del glifosate nella gestione del verde nei parchi cittadini e nelle aree pubbliche, con l'obbligo ai privati di non usare il prodotto ad una distanza inferiore ai 5 metri dai corsi d'acqua. A differenza di Pfas e il glifosate, a preoccupare è il mercurio. Neanche in questo caso si può parlare di inquinamento accertato. L'unica cosa certa è che la sostanza, rilavata nei 2012 a Treviso, Preganziol, Quinto e San Vitale, ha messo fuori uso circa 500 pozzi artesiani per l'approvvigionamento idrico ad uno domestico nella cosiddetta zona rossa. Il mercurio si sta spostando ad una profondità di circa 300 metri in direzione sud-est ad una velocità di circa 500 metri l'anno. «Ci dobbiamo aspettare che l'inquinante - commenta l'assessore Mancini - rilevato a Preganziol con concentrazioni superiori alla norma fino a toccare la punta di 2,7 microgrammi/litro in via Schiavonia Nuova arriverà anche a Mogliano nella zona di Zerman e Bonisiolo». Mancini lancia pesanti accuse alla Regione e all'Arpav. «Non è accettabile che a distanza di tanti anni non sia stata ancora individuata la fonte dell'inquinamento da mercurio. La Regione, dopo un primo finanziamento affidato all'Arpav, ha concentrato tutte le sue energie sul problema Pfas delle provincie di Vicenda e Padova. C'è invece un urgente bisogno di un finanziamento ad hoc (si parla di 300mila euro, ndr) per un'indagine idrogeologica affidatata ad uno staf di tecnici per venire a capo del problema».