Bidelli, in 40 hanno già perso il posto

Domenica 3 Novembre 2019
Bidelli, in 40 hanno già perso il posto

LA POLEMICA
TREVISO Quaranta collaboratori scolastici, quelli che una volta erano conosciuti come bidelli, hanno perso il loro posto di lavoro nelle scuole trevigiane. Alcuni di questi sono stati depennati dalle graduatorie dell'ufficio scolastico provinciale, sostanzialmente licenziati, per aver inserito nelle proprie autocertificazioni dei titoli di studio risultati inesistenti. Lo scorso gennaio nella Marca erano già emersi una decina di casi. E il numero continua a salire. La maggior parte, invece, è stata sostituita dopo aver iniziato a lavorare negli istituti in seguito a degli accertamenti sulle loro posizioni in graduatoria, risultate gonfiate dall'indicazione di servizi precedenti in scuole private paritarie a cui non corrispondevano i dovuti versamenti dei contributi Inps, fondamentali per la convalida del punteggio. Un problema, quest'ultimo, che riguarda in modo specifico i collaboratori scolastici.
IL NODO
Come funziona? In pratica nei curriculum dei collaboratori erano stati indicati pregressi periodi di lavoro in istituti privati paritari, in particolare del sud Italia, nella maggior parte dei casi tra la Campania e la Calabria, per i quali non risultava alcun versamento dei contributi Inps. Di conseguenza, il relativo punteggio è stato cancellato. Dopo il ricalcolo, i diretti interessati sono scivolati verso il fondo della graduatoria e sono stati superati da altri colleghi. Alla luce di queste variazioni, alle scuole non è rimasto che prendere atto che le persone aventi diritto al posto di lavoro erano altre. Prima è stato timbrato un decreto di revoca e rettifica del punteggio. E poi l'incarico è stato assegnato a un altro collaboratore scolastico. Una situazione che ha complicato le cose in un momento in cui gli istituti devono già fare i conti con una pesante carenza di personale Ata.
DIFFICOLTÀ
Il saldo è negativo rispetto alle necessità delle scuole trevigiane. I sindacati l'hanno denunciato a più riprese. Secondo loro mancano qualcosa come 200 collaboratori scolastici. Un numero così grande da non riuscire a garantire appieno la sicurezza all'interno dei plessi, con riferimento ai compiti di sorveglianza degli addetti in questione quando i ragazzi escono dalle aule. L'ufficio scolastico provinciale ha confermato il problema, anche se non concorda sulla stima del fabbisogno. Resta il fatto che il nodo è più che mai sentito dopo la morte del bambino di sei anni dell'elementare di Milano caduto nella tromba delle scale da oltre dieci metri. Anche per questa ragione Barbara Sardella, dirigente dell'ex provveditorato di Treviso, è tornata ad auspicare accordi tra i comuni per accorpare le scuole dando vita a poli unici condivisi, che faciliterebbero le cose dal punto di vista didattico e logistico. Come se non bastasse, poi, è finita nel limbo pure l'internalizzazione delle addetti esterni alle pulizie delle scuole, che oggi in Veneto lavorano per la cooperativa Rekeep, ex Manutencoop, ma che entro la fine dell'anno dovrebbero passare alle dipendenze del ministero dell'Istruzione. Dopo anni di attesa, la stabilizzazione è ancora incerta. Ci sono 147 addette alle pulizie di 39 scuole trevigiane che rischiano di ritrovarsi improvvisamente a casa. Eppure non è pensabile riuscire a fare senza. Gli istituti che si servono dell'appalto per le pulizie, infatti, si sono viste ridurre l'assegnazione di personale Ata del 25%. In queste condizioni gli edifici scolastici resterebbero sporchi. Fino a rischiare addirittura la chiusura per mancanza dei requisiti minimi di igiene.
Mauro Favaro

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