Benazzi: «Szumski non è il Padre Pio del Covid»

Venerdì 22 Gennaio 2021

LO SCONTRO
TREVISO «Szumski? Non è Padre Pio contro il Covid. Nel suo comune l'anno scorso è stato registrato un aumento dei decessi di oltre il 33% rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Tra i più alti in assoluto. Non vedo quindi tutto questo genio. Né, tanto meno, un santo che guarisce le persone. Credo che su certe prese di posizione anche l'Ordine dei medici dovrebbe fare qualche ragionamento». Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl della Marca, è un fiume in piena. Le ultime uscite di Riccardo Szumski, medico di famiglia di Santa Lucia di Piave, non sono affatto andate giù ai camici bianchi del trevigiano. In particolare dopo la presentazione dello schema per la terapia domiciliare, che lo vede tra i primi firmatari, nel quale viene prevista un'aggressione precoce dei sintomi dell'infezione da coronavirus con l'idrossiclorochina.
IL FARMACO DELLE POLEMICHE
«Tra i pazienti che ho seguito fin dall'inizio non c'è stato un solo decesso. Zero spiega Szumski chiederò di vedere i numeri sulla mortalità. Adesso, invece, vengo contattato da persone contagiate dal Covid in mezza Italia per avere delle indicazioni. Mi chiedono aiuto perché non sanno cosa fare. E io mi faccio spedire i dati e poi mando le ricette per prescrivere l'idrossiclorochina». Peccato però che l'Usl smentisca gli ottimi risultati su tutta la linea. «Ci sono centinaia di medici di famiglia nella Marca che gestiscono le cure a domicilio di pazienti Covid positivi con risultati migliori mette in chiaro il direttore generale dell'azienda sanitaria Santa Lucia è uno dei comuni con il più alto scostamento in termini di mortalità rispetto alla media degli ultimi anni. C'è stato un decesso anche tra i pazienti dello stesso Szumski, mentre altri medici di famiglia non ne hanno avuto nessuno, pur curando più pazienti Covid positivi. E i ricoveri per ogni cento casi di Covid sono perfettamente in linea con la media provinciale. Insomma, Szumski fa il proprio lavoro, ma non si erga come l'apostolo che cura la gente».
IL POST AL VELENO
Parole nettissime che si riferiscono anche all'immagine di guru che, volontariamente o meno, Szumski sta via via assumendo. Su Facebook, ad esempio, circola una foto rilanciata da Paola De Pin, ex senatrice del Movimento 5 Stelle, che mette a confronto il medico con il presidente della Regione: sotto la foto di Szumski si legge zero decessi per Covid a Santa Lucia, sotto quella di Zaia c'è invece scritto 8mila decessi per Covid a San Vendemiano. Un'assurdità. E De Pin ci mette pure il carico: «Trova il baro che semina morte?», è il commento scritto dall'ex senatrice a corredo dell'immagine. Anche Szumski ha preso le distanze. Ma ormai la frittata sembra fatta. «A essere precisi, a Santa Lucia di Piave la mortalità è aumentata di oltre il 33 per cento, mentre a San Vendemiano solo del 2,9 per cento tira le fila Benazzi a Sarmede, ad esempio, si registra un meno 16,2%. A Mansuè meno 20%. A Segusino meno 22%. A Refrontolo meno 49%. Davanti a questi numeri, forse Szumski dovrebbe continuare a curare i pazienti in scienza e coscienza senza permettersi di dire che gli altri sono dei cretini. I numeri dimostrano il contrario». A spingere l'Usl ad auspicare l'intervento dell'Ordine dei medici di Treviso, poi, ci sono anche i distinguo di Szumski sui vaccini anti-Covid. «Questo vaccino non lo faccio (in riferimento a Pfizer e Moderna, ndr) rivela il medico di famiglia di Santa Lucia di Piave farò uno di quelli che usa una modalità sulla quale c'è esperienza, come AstraZeneca o Johnson&Johnson. Nasco pediatra: figurarsi se non mi vaccino. Ma non con questo».
M.Fav
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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