IL CASO
TREVISO «Cgil servi dello Stato». La sede di Treviso sotto

Sabato 16 Ottobre 2021

IL CASO
TREVISO «Cgil servi dello Stato». La sede di Treviso sotto attacco. Lo striscione carico d'odio è apparso nella notte sulla recinzione della sede di via Dandolo del sindacato. Un episodio che dopo l'assalto di sabato scorso alla sede romana della Cgil preoccupa i vertici dell'organizzazione che stanno valutando se sporgere denuncia alle forze dell'ordine. «Lo Stato, repubblicano e democratico, fondato sul lavoro, quello stato siamo noi tutti e tutte. Servirlo dunque è farsi carico responsabilmente dei bisogni e degli interessi della collettività, che vanno oltre a quelli individuali ha detto Mauro Visentin, segretario generale della Camera del Lavoro trevigiana -. Servire lo Stato è garantire il bene comune in tutte le sue forme e ambiti, in primis salute e lavoro».
LA REAZIONE
Il sindacato non si fa intimidire. «Restiamo saldi nel convincimento che siamo ancora una volta, e in particolare proprio in questa complessa e delicata fase dice Visentin-, presidio e baluardo dei valori costituzionali e democratici, a salvaguardia della salute pubblica e a tutela dell'occupazione». Dopo aver rimosso lo striscione affisso alla recinzione, pur condannando fermamente il gesto, definito sconsiderato e presumibilmente ad opera di qualche isolato facinoroso, il segretario generale trevigiano ha cercato di stemperare i toni, richiamando all'unità del mondo del lavoro e alla coesione sociale. «La Cgil è nel mirino, lo è stata a Roma la scorsa settimana e ora anche nel nostro capoluogo - continua il leader del quadrato rosso della Marca -, ma questo non ci spaventa, ci rafforza nel perseguire sulla strada della difesa dei diritti civili e del lavoro. Per il bene di tutti, in questo momento è necessario abbassare i toni e placare gli animi. La contrapposizione pro Green Pass e no Green Pass è sterile e produce solo conflitto, divisione tra i lavoratori, spaccatura nella nostra società». Visentin ha poi rimarcato quale deve essere l'obiettivo al quale mirare: «A tutti i livelli di governo e rappresentanza, abbiamo più che mai il dovere di gestire questa fase transitoria di fine emergenza sanitaria, accompagnando i più alla vaccinazione, nel convincere gli indecisi e nel portare a conclusione i cicli vaccinali». Una posizione chiara alla quale ha aggiunto che «è necessario trovare la quadra per la gestione dei tamponi, che ricordo fino a poco tempo fa gratuiti. Una gestione questa che spetta alle istituzioni regionali, ma che impone un atto di responsabilità anche da parte delle parti datoriali e delle imprese, affrontando questi prossimi mesi contenendo le tensioni e rispondendo i bisogni di tutti i lavoratori, a tutela del sistema sociale e produttivo». «Ci uniamo all'appello del segretario Cgil Mauro Visentin - afferma il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Massimiliano Paglini - a ritrovare coesione sociale e unità del mondo del lavoro, superando le contrapposizioni nel nome del senso di responsabilità che le Organizzazioni sindacali non hanno mai smesso di dimostrare».
MANIFESTAZIONE A ROMA
Oggi è un'altra giornata importante per il sindacato, con la grande manifestazione a Roma. «La Cgil di Treviso e tanti trevigiani non mancheranno all'appuntamento ha concluso Visentin -, a manifestare per la democrazia insieme alle altre Organizzazioni Sindacali contro il fascismo, lì dove si annida ancora oggi, per i diritti, per la civiltà, per lo Stato democratico». Ieri ha scioperato anche Riccardo Szumski, sindaco e medico di famiglia a Santa Lucia di Piave. Non è andato in Comune, dal quale sarebbe comunque rimasto fuori, nell'ufficio allestito sotto un gazebo a due passi dall'ingresso del municipio, per mancanza di Green pass (non è vaccinato) che ritiene «una misura non sanitaria, dittatoriale e che lo Stato utilizza per ricattare i cittadini», e non ha aperto l'ambulatorio. Tuttavia si è reso reperibile telefonicamente per le urgenze.
Elisa Giraud
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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