Rientra a casa di sera: sbranato dai suoi cani

Venerdì 13 Dicembre 2019
LA TRAGEDIA
POZZONOVO Sbranato dai suoi due rottwailer, Kyra e Colt, appena varcato il cancello di casa, a Pozzonovo. La compagna, di ritorno dal lavoro, mercoledì sera poco dopo le 21.30, ha trovato Massimo Sartori, 49 anni, in un lago di sangue, orrendamente sfigurato con il braccio destro quasi staccato dal corpo. Sconvolta, la donna, Romina Polonio, fidanza con la vittima da oltre 20 anni, ha chiamato il 118. I sanitari l'hanno guidata per telefono nella rianimazione e, una volta arrivati, anche loro hanno fatto il possibile per salvare la vita al quarantanovenne, ma non c'era più nulla da fare: il suo cuore aveva smesso di battere per sempre. Sul suo corpo erano evidenti i segni dei morsi dei cani. Ma sulla vicenda c'è un giallo: Massimo Sartori era cardiopatico e, dopo una prima ispezione del medico legale, è emersa la possibilità che a stroncarlo sia stato un malore e che i due animali possano averlo aggredito solo una volta a terra. I cani non avevano mai dato segnali di squilibrio o aggressività, ha spiegato la compagna della vittima ai carabinieri, intervenuti sul luogo della tragedia. Non si capisce, dunque, cosa possa aver scatenato la loro furia. I rottweiler - Colt, maschio di due anni, e Kyra, femmina di 9 - sono stati catturati da due cinovigili e dal maresciallo della stazione dell'Arma di Tribano e trasportati al canile di Selvazzano. Il pubblico ministero di Rovigo, Andrea Bigiarini, nelle prossime ore dovrebbe disporre l'autopsia sul cadavere per comprendere esattamente la dinamica della morte.
L'AGGRESSIONE
Massimo Sartori nel tardo pomeriggio di mercoledì era passato a trovare i suoceri in via Arzere ad Arteselle di Solesino. Poi è tornato verso casa visto che ormai anche la compagna stava per rientrare dopo il suo lavoro, in una clinica odontoiatrica. Avrebbero così cenato assieme e passato una serata serena. Il quarantanovenne ha dunque parcheggiato il suo Suv blu quasi davanti al cancello dell'abitazione, al civico 91 di via Solco, stradina persa nella campagna di Pozzonovo. Poi il buio. Cosa sia successo da quel momento, fino all'arrivo della compagna, non è chiaro. L'uomo ha varcato il portone metallico e ha fatto qualche passo verso la porta di casa. Proprio qui, in mezzo al cortile, riverso a terra in un lago di sangue e orrendamente sfigurato dai morsi dei suoi due cani, è stato ritrovato poco dopo le 21.30 da Romina Polonio, cui sono effettivamente intestati gli animali all'anagrafe canina.
La scena ha completamente sconvolto la donna che, nonostante lo choc, ha immediatamente capito la gravità della situazione. Massimo non si muoveva, non respirava ed era stato morso violentemente dai rottweiler che gli hanno quasi strappato un braccio. I due animali poi erano rimasti all'interno del giardino, a poca distanza dal corpo, ormai senza vita, del padrone.
I SOCCORSI
Romina Polonio ha chiamato il 118, che l'ha guidata telefonicamente nella rinaimazione. Quando l'ambulanza è arrivata, ha chiuso i Kyra e Colt nel loro recinto da oltre 300 metri quadri. E poi ha avvertito, completamente fuori di sé la sorella Katiusa, che si è precipitata a Pozzonovo da Stanghella assieme al marito. Per Massimo Sartori, però, non c'era più nulla da fare. Stroncato dai morsi dei cani o da un infarto. I sanitari non hanno potuto che constatarne il decesso. I militari, diretti dal comandante della Compagnia di Abano, tenente colonnello Marco Turrini, hanno iniziato a eseguire i rilievi e ad ascoltare i vicini di casa. Nessuno è intervenuto e, dai primi riscontri, pare che nessuno abbia nemmeno sentito nulla. Forse perchè i vicini erano abituati all'abbaiare particolarmente poderoso dei due cani. Cani che la donna che abita nella casa a fianco di quella di Massimo e Romina assicura: «Quegli animali mi facevano paura. Ho la pelle d'oca a pensare a cosa è successo. Abbaiavano sempre e mi spaventavano».
I militari hanno chiesto l'aiuto dei cinovigili per recuperare Kyra e Colt, che sono poi stati portati nel canile di Selvazzano e verranno tenuti in osservazione per 10 giorni. Secondo il dirigente del servizio veterinario dell'Ulss, Aldo Costa, sono vari i motivi per cui i cani possono aver agito in questa maniera: potrebbero non aver riconosciuto il padrone oppure addirittura tentato di svegliarlo dopo il malore, eccedendo nella forza, vista anche la loro mole.
Marina Lucchin
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