Minacce a Bottacin: «Siamo accanto a lui»

Mercoledì 14 Agosto 2019
IL CASO
BELLUNO «Massima solidarietà all'assessore regionale Gianpaolo Bottacin. Di fronte a intimidazioni e minacce che odorano di mafia, il tessuto politico, sociale e imprenditoriale veneto non può che esprimere una condanna forte e totale. All'intera comunità dalla politica all'impresa, passando per la società civile - il compito di mantenere alta, altissima, la guardia su tali fenomeni». A dirlo, come si apprende da una nota diffusa ieri, è la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton, che così solidarizza con l'amministratore regionale vittima di minacce.
È di lunedì la notizia della lettera minatoria, diffusa con una nota della Regione e dallo stesso assessore Gianpaolo Bottacin. Sei morto: è la scritta riportata in un biglietto contenuto in una busta recapitata nei giorni scorsi all'indirizzo di casa dell'assessore regionale all'Ambiente l'alpagoto Bottacin. All'interno della missiva anche una copia di un articolo di stampa, tratto dall'edizione nazionale del Il Gazzettino del gennaio scorso, dal titolo: Telecamere obbligatorie contro i roghi di rifiuti.
«Il tema della legalità, a tutti i livelli, è prioritario», ribadisce Berton, che proprio nelle settimane scorse aveva annunciato l'intenzione di affidare una delega alla legalità all'interno del Consiglio direttivo dell'Associazione industriale. E prosegue: «Solo un contesto legale, offre garanzie di crescita e sviluppo, ma soprattutto di una corretta competitività tra imprese. In questi mesi, in Veneto, abbiamo assistito a diverse operazioni contro la criminalità organizzata, una vera e propria escalation. E noi non possiamo girarci dall'altra parte. Bene ha fatto Bottacin a denunciare pubblicamente l'accaduto».
Nel giugno scorso, Confindustria Belluno Dolomiti ha associato per tre anni l'imprenditore piemontese Mauro Esposito, che da tempo sta portando avanti una battaglia contro la ndrangheta. «Preserviamo la capacità di indignarci e denunciare. Fatti come questi vanno subito circoscritti. Mi auguro che gli inquirenti facciano piena luce su quanto successo. A Bottacin un pensiero di vicinanza», la conclusione di Berton.
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