La variante Sudafricana è già sbarcata in Europa E crollano le Borse

Sabato 27 Novembre 2021

LA GIORNATA
ROMA Se c'è una cosa che quasi due anni di pandemia ci hanno insegnato è che contenere il virus, spesso, è soprattutto una questione di reattività. E così, anche se gli esperti sottolineano come sia «presto» per valutare l'impatto che la nuova variante del Covid scoperta in Sudafrica e rinominata Omicron potrà avere su contagi e ospedalizzazioni, ieri l'Europa ha già deciso di blindarsi, al pari degli Stati Uniti. «Abbiamo proposto di attivare il freno di emergenza sui voli provenienti dall'Africa australe e tutti i paesi colpiti - ha spiegato ieri Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue - In attesa di ricevere più informazioni sulla variante, tutti i viaggiatori in provenienza da questi paesi dovrebbero essere sottoposti a quarantena».
Misure che l'Italia, sulla scorta di quanto fatto da Regno Unito e Israele, aveva in realtà adottato autonomamente con una circolare che vieta ingresso e transito nella Penisola a chi nei 14 giorni precedenti ha soggiornato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia, Eswatini. Non a caso il ministro Speranza infatti, in serata, ospite di Zapping su Radio1 ha spiegato come «Sarebbe da irresponsabili non essere preoccupati». «Siamo in una fase non semplice di gestione di questa pandemia - ha aggiunto - il vaccino è la vera arma e quindi faccio appello a fare la prima dose e a prenotare subito la terza dose».
LA TRASMISSIBILITÀ
Il timore è tanto. Ora però la sola reale evidenza a disposizione è l'elevata trasmissibilità di questa variante. Al punto che una settimana dopo essere stata individuata nella provincia sudafricana di Gauteng, nuovi casi sono già stati identificati non solo a Hong Kong, in Israele e in Botswana, ma anche in Europa, in Belgio. Tutti dopo aver transitato in Sudafrica, eccetto proprio il caso belga che invece è sbarcato nel Vecchio Continente dall'Egitto, passando per la Turchia. Ma a dare un'ulteriore dimensione della velocità di trasmissione potrebbero essere i numeri del Paese africano: ieri i nuovi casi sono stati 2.828, un aumento del 258% rispetto alla settimana precedente, con un tasso di positività del 9,1%. Almeno per il momento però in Italia non sembrano esserci tracce di questa mutazione. «Ad oggi le sequenze relative della nuova variante isolata in Sud Africa non sono state riportate nel database nazionale» spiega il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro.
LA FRENATA DELL'OMS
Ha invece provato a frenare l'allarmismo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, chiarendo come «Serve un approccio scientifico» e bisogna essere «non frettolosi» con nuove restrizioni. «Stiamo lavorando per capire quanto è virulenta ma serviranno due settimane» ha aggiunto. Un'operazione in cui l'Oms - che ha definito la mutazione «preoccupante» - è stata affiancata dal consigliere della Casa Bianca per il Covid, Anthony Fauci. Il super esperto Usa ha rimarcato come negli Usa siano sì state adottate limitazioni ai viaggi, ma per ulteriori allarmi servono più informazioni. «È una situazione fluida e abbiamo bisogno di avere la sequenza molecolare precisa della mutazione» ha detto.
Un approccio cauto ribadito anche dall'Ema, l'Agenzia Ue per i medicinali, che ha stoppato la fuga in avanti delle aziende farmaceutiche sulla necessità di aggiornare i vaccini (rimarcata anche da von der Leyen: «I contratti dell'Ue affermano che devono essere adattati immediatamente alle nuove varianti man mano che emergono») dopo la dichiarazione di Pfizer che si è detta pronta ad rimodulare il suo farmaco in 100 giorni. L'Agenzia ha chiarito che «È prematuro» prevedere se per la nuova variante sudafricana è necessario un adattamento dei vaccini. Le informazioni attuali sono infatti insufficienti per determinare se questa variante si diffonderà in modo significativo e «fino a che punto potrebbe eludere l'immunità ricevuta con i vaccini».
Una prudenza che invece non può appartenere ai sismografi più recettivi del mondo: i mercati. I timori per la variante hanno infatti mandato al tappeto le Borse mondiali. A Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 4,6%, a Parigi il Cac40 il 4,75% e a Francoforte il Dax40 il 4,15%. Stesso discorso a Wall Street che non faceva così male da ottobre 2020, con il Dow Jones che ha perso il 2,53%. Le vendite hanno colpito quasi tutti i settori, a partire da banche e petroliferi, con il prezzo del greggio caduto a picco. Ma a causa delle restrizioni annunciate, i più penalizzati sono risultati i viaggi. A crollare sono stati Boeing e le compagnie aeree. Mentre a risalire, con i titoli farmaceutici, sono stati Zoom (il software per le video-chiamate), Netflix e Peloton (una mini palestra domestica). Non proprio un bel segnale.
Francesco Malfetano
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