Uccisa in casa, chi era Marco Turrin: introverso, impacciato con le donne «e quell'arma lo faceva sentire importante»

Sabato 18 Settembre 2021 di Lorena Levorato
Uccisa in casa, chi era Marco Turrin
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VIGODARZERE (PADOVA) - Femminicidio nel Vicentino, le ultime notizie sull'uccisione di Alessandra Zorzin, freddata da Marco Turrin nella sua abitazione a Montecchio Maggiore.

Vigodarzere ancora sotto choc: il femminicidio di Alessandra Zorzin, 21 anni, madre di una bimba di due anni, ha toccato da vicino la comunità. In paese abitava il suo assassino, Marco Turrin, 38 anni. Pochi lo conoscono: l'uomo, guardia giurata, conduceva una vita riservata, per lo più fuori dal paese. In giro non lo si vedeva mai; nemmeno la sua famiglia, la sorella Milena ed il padre Adriano. Nonostante vivessero a Vigodarzere da molti anni, erano molto riservati e discreti; non si vedevano molto in paese. Solo il padre, alla sera, usciva a passeggio con il cane e si fermava su una panchina in piazza dell'Unità d'Italia. Sempre da solo. La mamma di Marco si è separata dal marito quando lui era bambino.

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Insicuro e introverso, impacciato con le donne, con la pistola addosso si dava un tono. E si sentiva importante. Anche gli amici d'infanzia lo ricordano così. «Non so come spiegarlo racconta uno di loro, suo coetaneo - era come se gli servisse quell'arma per sentirsi importante, per carità, era giovane, ma non va bene. Marco era un ragazzo vivace, di compagnia, altruista e sempre disponibile con gli amici, ma aveva un carattere comunque introverso, chiuso. Non parlava molto di sé, delle sue cose, eppure in gruppo non si tirava indietro mai. Dal punto di vista sentimentale aveva qualche difficoltà proprio per il suo carattere: non si lasciava andare, era anche impacciato a volte, insicuro. Quel che aveva dentro se lo teneva per sé». Marco aveva confidato all'amico di voler fare la guardia giurata e andava fiero di quel lavoro. «Mi diceva che era il lavoro della sua vita, che adorava farlo: forse tenere con sé la pistola gli dava quella sicurezza in più di cui aveva bisogno. Marco non aveva una personalità forte e il fatto di essere guardia giurata lo faceva sentire stimato. Non giustifico assolutamente quello che ha fatto, ci mancherebbe - continua l'amico - però in queste ore mi sto ponendo delle domande solo per cercare di capire, per trovare una sorta di spiegazione, se mai ce ne fosse una per quanto accaduto. Purtroppo Marco ha lasciato tanto dolore dietro di sé, tante domande e tanta rabbia».


IL DOLORE

Rabbia e dolore in due famiglie che, nel giro di pochi istanti, hanno avuto la vita stravolta per sempre. Quella di Alessandra e del suo compagno, che avrà il difficile e impietoso compito di dover spiegare alla sua bimba di appena due anni che non rivedrà più la sua mamma; e quella del suo assassino. «Quanto accaduto è un fatto che ha sconvolto tutti - dice il sindaco Adolfo Zordan - Questo nostro concittadino ha distrutto due famiglie, uccidendo una giovane donna e poi se stesso. L'intera comunità è scossa, ma il nostro primo pensiero è per queste famiglie. Credo che dovremo tutti dedicare del tempo a riflettere su questa tragedia, che purtroppo non è la prima in paese. Siamo tutti sotto choc e addolorati. Nei prossimi giorni è mia intenzione cercare di avvicinare la famiglia per portare loro la vicinanza della nostra comunità. E rinnovo la mia disponibilità per il mio aiuto». Anche il parroco di don Giovanni Marchiorello non ha ancora fatto visita alla famiglia. «Preferisco aspettare ancora qualche giorno e rispettare il loro dolore. Questo sono momenti molto delicati ed è doveroso da parte di tutti fare silenzio e riflettere. Stringiamoci tutti nella preghiera». Marco Turrin avrebbe ucciso Alessandra dopo un'accesa discussione, forse scoppiata per gelosia. E poi lo sparo: un colpo dritto in volto, all'altezza dello zigomo che ha sfigurato il dolce volto della giovane mamma, spegnendone il sorriso per sempre.

Ultimo aggiornamento: 20:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA