Frode da 160 milioni: 10 arresti, 80 indagati, 48 società coinvolte. Perquisizioni a Verona e Udine. In carcere Angarella, numero 1 di Leonis Group

Lunedì 3 Luglio 2023
Frode da 160 milioni di euro: 10 arresti, 80 indagati, 48 società coinvolte e perquisizioni anche a Verona e Udine

VERONA - UDINE - Frode grazie all'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni mai eseguite per oltre 160 milioni di euro, di cui oltre 26 milioni di Iva evasa. La Guardia di Finanza di Brescia, coordinata dalla Procura, sta eseguendo un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di dieci persone, 6 in carcere e 4 ai domiciliari, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 160 milioni di euro.

Sono 80 in tutto gli indagati oltre a 48 società, 21 delle quali straniere

La GdF sta inoltre eseguendo una serie di perquisizioni nelle province di Brescia, Roma, Torino, Bergamo, Verona, Mantova, Udine, Cuneo, Monza-Brianza, Cremona e Como. Con il supporto dei cash dog sono stati trovati e sequestrati 750mila euro

In carcere Angarella, ceo di Leonis Group

Con l'accusa di essere stato il regista e il supervisore di una frode carosello che ha consentito di evadere l'Iva per oltre 15 milioni con la compravendita di petrolio e poi di causare il fallimento di una delle società usate come "cartiere" e di cui era amministratore, la Virgo Petroli srl, è finito in carcere per bancarotta Danilo Angarella numero uno di Leonis Group, il gruppo che lavora principalmente nel comparto dei derivati del petrolio in Europa ed è stato sponsor della squadra Eurobasket Roma. Il provvedimento è stato firmato dal gip di Milano Lidia Castellucci che ha disposto anche gli arresti domiciliari per il «braccio operativo» di Angarella, nell'ambito di una indagine coordinata dal pm Paolo Storari e condotta dalla Gdf di Udine. Indagine che, oltre ad aver messo a fuoco un meccanismo fraudolento sofisticato, coinvolge, tra gli altri, come «soci in affari» i maltesi Gordon Debono e Falzon Group Limited.

Il primo è uno dei broker al centro della "petrolio connection" : era stato arrestato nel 2017 nell'indagine "Dirty Oil" della Guardia di Finanza di Catania per contrabbando di petrolio con le milizie libiche di Ben Khalifa, il quale era sospettato di sostenere l'Isis. Si tratta di un traffico su cui stava indagando Daphne Caruana Galizia, la giornalista morta in un attentato a Malta sempre nel 2017. 

La Virgo Petroli e le società cartiere

Secondo la ricostruzione, Virgo Petroli è una delle tre «società cartiere» che si sono succedute «all'interno di un vasto meccanismo fraudolento» che va dal 2016 al 2019 e che dal maggio 2017 si è avvalso dell'utilizzo di contratti chiamati «Three party agreement» (finalizzato alla vendita sottocosto e alla trasformazione del valore dell'Iva esposto in fattura in credito vantato dal fornitore) ed era controllata, assieme all'intera galassia societaria, da Angarella. Secondo il giudice, il trader, ora in carcere, sarebbe stato il regista del sistema: «Vanta una profonda conoscenza del mercato petrolifero e delle strategie fraudolente per potervi competere» assurte a «fonte primaria del proprio sostentamento». A dimostrazione della sua pericolosità, Angarella avrebbe «sfruttato a proprio favore l'anonimato che ha caratterizzato la gestione delle diverse società cartiere (amministrate da prestanome), si è accreditato quale informatore delle forze di polizia giudiziaria riuscendo così ad avvicinarle e a eludere le attività investigative nei suoi confronti».

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 07:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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