Reddito di cittadinanza a Nordest: ecco chi ha ottenuto di più e chi nulla

Martedì 27 Agosto 2019 di Angela Pederiva
Si sapeva che a Nordest non era certo alta la febbre del Reddito e della Pensione di cittadinanza. Ma ora i numeri dell'Inps misurano quanto bassa è la temperatura, Comune per Comune, in un Veneto e in un Friuli VG che registrano rispettivamente 5,6 e 8,4 domande accolte ogni 1.000 abitanti (contro il dato medio nazionale di 14,8), con un picco di 26,3 al Sud. Il primato nordestino spetta al bellunese Perarolo di Cadore (22,7 per mille), quello friul-giuliano all'udinese Grimacco (21,5), mentre tutti veneti (da Colle Santa Lucia a Salcedo) sono i 13 centri in cui non è stata soddisfatta nessuna richiesta.

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Naturalmente la parte del leone spetta ai capoluoghi di provincia e, in generale, alle località popolose: più sono i residenti, più sono i potenziali richiedenti. Per quanto riguarda il Veneto, ecco allora spiccare in termini assoluti Verona con 2.428 istanze recepite, seguita da Padova (2.237), Venezia (1.959) e Vicenza (1.201); più staccate Treviso (714), Rovigo (580) e Belluno (163).  Qua e là si distinguono inoltre Chioggia con 601, Legnago con 257, Bassano del Grappa con 312, Conegliano con 248. Più significative sono però le cifre relative, in rapporto cioè ai mille abitanti. Ecco allora sul podio tre Comuni come appunto Perarolo, ma anche Cibiana di Cadore e Trecenta in Polesine, che pur vantando poche domande accettate (8 nel primo, 6 nel secondo e 40 nel terzo), contano anche pochi residenti (rispettivamente 252, 381 e 2.643), per cui i relativi tassi schizzano al 22,7, al 15,7 e al 15,1, mentre per trovare il primo capoluogo di provincia bisogna scendere fino all'11,3 di Rovigo.
Considerazioni analoghe possono essere fatte anche per il Friuli Venezia Giulia, ma con una particolarità: fra le quattro città capoluogo, Trieste primeggia sul piano sia assoluto che relativo, con 3.206 domande accolte, cioè 15,7 per mille. Gorizia ne registra 521, pari a un tasso del 15,2. Udine ne ha 1.346, vale a dire il 13,5. Pordenone è più distanziata: 463, quindi 9 ogni 1.000. Un'altra peculiarità consiste nel fatto che nessun Comune friulgiuliano sta a zero: anche solo con una domanda, come a Sauris e Clauzetto, ma il Reddito o la Pensione di cittadinanza sono arrivati in tutta la regione.
LA PROCEDURA
Cosa succede adesso? Da lunedì 2 settembre scatterà la seconda fase della procedura: dopo l'arrivo del sussidio, partiranno le convocazioni per la ricerca di un'occupazione. I beneficiari saranno chiamati a firmare il Patto per il lavoro. L' invito non riguarderà solo l'intestatario del Reddito, ma tutti i maggiorenni della famiglia non occupati o che non frequentano un regolare corso di studi. Saranno invece esclusi i fruitori della Pensione di cittadinanza, gli over 65, i disabili e i componenti del nucleo familiare con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone non autosufficienti. Dovrà essere accettata almeno una delle tre offerte di lavoro che verranno presentate, secondo tre princìpi di congruità: la coerenza tra la proposta e le competenze, la distanza dal domicilio, la durata dello stato di disoccupazione. Così nei primi 12 mesi di fruizione del Reddito sarà congrua la prima offerta se entro 100 chilometri di distanza dalla residenza (o comunque raggiungibile con un massimo di 100 minuti con i mezzi pubblici), la seconda entro i 250 chilometri e la terza sull'intero territorio italiano. Dopo un anno anche per la prima offerta scatterà la congruità entro i 250 chilometri.
Secondo i dati di Inps e Cisl, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia sono stati ingaggiati 188 navigator. Da registrare ieri lo sciopero della fame da parte di quelli della Campania, per protestare contro la decisione del governatore Vincenzo De Luca di non firmare la convenzione con Anpal Servizi, in assenza di stabilizzazione dei 600 dipendenti precari.
Angela Pederiva
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 28 Agosto, 08:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA