I sindaci sul piede di guerra: «Terza corsia, pronti a manifestare. Stop al rimpallo di responsabilità»

Giovedì 17 Giugno 2021 di Teresa Infanti
Code quotidiane e non solo nelle uscite verso il mare
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PORTOGRUARO - Lungo l'autostrada A4, nel tratto ancora a due corsie tra Portogruaro e San Donà di Piave, si è verificato martedì l'ennesimo incidente mortale. Mentre il primo cittadino di San Donà, Andrea Cereser, invita a non guardare solo ai grafici dei ricavi annui di Autovie Venete ma anche a quello delle vittime «per scuotere le coscienze», il sindaco di Portogruaro, Florio Favero, è stato il primo a chiedere la convocazione urgente della Conferenza dei sindaci della Venezia Orientale per affrontare il problema del mancato completamento della terza corsia, legato alla carenza di fondi e al delicato passaggio tra Autovie Venete e futura società che gestirà l'infrastruttura, nei 25 chilometri che uniscono queste due città.

Sindaco Favero, che risultati sono stati ottenuti finora?
«La Conferenza si è riunita e ha chiesto agli attori principali di questa partita, che sono le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia attraverso i loro Assessorati alle Infrastrutture, di fornirci un'analisi sullo stato dell'arte dei cantieri, utile a capire quale sarà il futuro di quest'opera. A oggi purtroppo non sono stati fatti passi in avanti, se non quello di aver acceso un nuovo faro sul problema. Lo spostamento dei 50 milioni di euro previsti per il nodo di Palmanova alla realizzazione dei 10 cavalcavia nel Veneto Orientale è un segnale positivo. Autovie Venete ha riconosciuto l'urgenza di andare avanti e di velocizzare l'opera».

Come Conferenza avete in mente altre iniziative per tentar di sbloccare la situazione? Si vociferava di una protesta pubblica, di piazza, addirittura lungo l'autostrada stessa.
«Se nessuno si muove, ci potrebbe essere una manifestazione, dove e come lo decideremo tutti assieme noi sindaci del territorio. Siamo pronti a una protesta pacifica ma incisiva, che non blocchi il traffico ma che in ogni caso coinvolga per la prima volta tutti i ventidue Comuni e quanta più gente possibile: cittadini, commercianti, imprenditori. Il posto dove manifestare non conta quanto la mobilitazione, che sarebbe storica, di tutto il Veneto Orientale per un'opera che ci riguarda da vicino. Confidiamo comunque che la politica e i tecnici siano veloci, perché il collo di bottiglia che caratterizza questo tratto maledetto è una delle concause dei ripetuti incidenti. Si deve fare in fretta perché stiamo parlando di vite umane e anche un solo morto sposta l'analisi sui costi-benefici».

Come usciamo secondo lei da questo impasse?
«Il territorio deve muoversi unito, come sta già facendo. Il problema della terza corsia non riguarda solo la nostra città, che viene intasata dal traffico in caso di incidenti con uscita obbligatorio al nostro casello, ma interessa San Donà di Piave, Noventa, San Stino di Livenza... come anche Cessalto e Latisana. Noi sindaci non abbiamo la soluzione in tasca, che spetta ai tecnici e alle Regioni. Se non riescono a risolvere il problema, lo devono dire e devono chiedere aiuti al Ministero delle Infrastrutture. Il tempo è comunque maturo per una decisione. Questo rimpallo di responsabilità non è più ammissibile perché il rischio che corriamo è quello di restare in questa situazione per almeno altri otto anni. Non lo possiamo accettare».

Con la terza corsia tra Portogruaro e San Donà di Piave sarebbe previsto anche il casello di San Michele al Tagliamento... 
«Il casello di San Michele va fatto subito. Non solo perché ne beneficerebbe il turismo e libererebbe la nostra città dal traffico di passaggio ma anche perché esiste un'area tra Portogruaro e Fossalta di Portogruaro, l'East Gate Park, che va sviluppata. Ci sono 150 ettari di territorio disponibile per la logistica, l'artigianato e l'industria, di cui solo 3 sono quelli utilizzati. Dobbiamo dare la possibilità alle imprese che scelgono di investire da noi di avere un collegamento diretto con l'A4, attraverso una nuova bretella che si aggancerebbe con la Statale 14. Sarebbe strategicamente poco lungimirante realizzare una terza corsia progettando il futuro dei prossimi trent'anni e poi mettere nel cassetto un casello così strategico e di cui si parla almeno dal 1997».

Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA