Tamponi a pagamento in Veneto, brusca frenata della corsa al lasciapassare

Giovedì 12 Agosto 2021 di Alda Vanzan
Tamponi a pagamento in Veneto, brusca frenata della corsa al lasciapassare

Il tampone in Veneto non è più gratis e la corsa al test soprattutto per avere il Green pass cala drasticamente. Sono stati solo 1.396 i veneti che martedì, quando è scattata l'onerosità dell'esame (15 euro per gli adulti e 8 per i minorenni, 22 euro invece per gli stranieri), hanno deciso di farsi fare a pagamento i tamponi anti-Covid in ospedali e ambulatori pubblici. L'altro dato significativo è il crollo dei tamponi rapidi antigenici, passati dai 37.220 di lunedì - ultimo giorno della gratuità - ai 26.960 di martedì.


I tamponi molecolari vengono infatti utilizzati per le persone che hanno sintomi e per chi ha avuto contatti con positivi al coronavirus. Chi, invece, non ha né raffreddore né febbre e non rientra nel contact tracing, usualmente fa il tampone rapido. Nei giorni scorsi, quando è entrata in vigore la certificazione verde, necessaria ad esempio per cenare al chiuso o per andare al cinema, in Veneto si è verificata la corsa al tampone, con punte superiori ai 50mila esami in un giorno. Del resto, nelle Ulss non si pagava un centesimo, solo in farmacia i tamponi erano a pagamento. Da martedì, con il nuovo Piano di sanità pubblica, i tamponi effettuati nelle Ulss sono rimasti gratuiti per determinate categorie, ma sono diventati onerosi per chi ad esempio vuole viaggiare o, semplicemente, rifiutando il vaccino, vuole avere il Green pass. Dai dati diffusi ieri dalla Regione, martedì c'è stato un calo di circa 10mila test rapidi antigenici rispetto al giorno precedente: lunedì 37.220, martedì 26.960. Complessivamente, contando anche i 13.908 molecolari, l'altro giorno sono stati fatti 40.868 tamponi che hanno consentito di trovare 620 nuovi casi positivi. Quanto ai test a pagamento, come mostra la tabella, il record si è avuto nell'Ulss 7 Pedemontana (329 tamponi) e nell'Ulss 9 Scaligera (326), pochissimi invece a Padova (55).


I RICOVERI

A preoccupare, però, è l'aumento dei ricoveri. Ieri in Veneto altri 2 pazienti sono finiti in terapia intensiva, per un totale di 25, mentre nelle aree non critiche si sono liberati 13 posti letto. Fortunatamente nessun decesso. In Friuli Venezia Giulia su 6.380 test e tamponi sono state riscontrate 155 nuove positività (2,43%), 4 persone sono state ricoverate in terapia intensiva e 27 in altri reparti. L'andamento dei ricoveri è stato oggetto di analisi anche da parte dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Nel monitoraggio che ha confrontato i dati del 10 agosto con quelli del 9 è risultato che a livello nazionale è rimasto al 5% il tasso di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid-19 nei reparti di area non critica degli ospedali, ma la Provincia autonoma di Bolzano e il Veneto hanno visto un aumento dell'1%, arrivando rispettivamente al 3%. Nulla al confronto della Sicilia che ha un tasso di occupazione del 14%, un punto sotto la soglia del 15%, considerata uno dei parametri che influiscono nel passaggio in zona gialla. Per quanto riguarda le terapie intensive, il tasso di occupazione a livello nazionale è rimasto al 4%, ma è cresciuto di un punto percentuale in Friuli Venezia Giulia (2%) e Puglia (4%) mentre è calato in Lombardia (che è tornata al 2%). In Veneto il tasso di occupazione delle rianimazioni è il 2%.


LA PROFILASSI

E se in Veneto rallenta la corsa al tampone per avere il Green pass, non decolla la campagna di profilassi. Nella giornata di martedì 10 agosto nei centri sanitari regionali sono state somministrate appena 28.269 dosi di vaccino. E questo nonostante un'ampia disponibilità di fiale: fino a venerdì è possibile infatti prenotare il vaccino nell'ambito delle 100mila dosi messe a disposizione la settimana scorsa, senza contare il milione di sieri annunciato per il resto del mese di agosto. Complessivamente, dall'inizio della campagna di profilassi, sono state 5.859.589 le dosi somministrate in Veneto, pari al 98% di quelle ricevute. I cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale sono 2.777.353, il 57,2% della popolazione residente, mentre sono 3.183.246 (65,6%) quelli che hanno avuto ricevuto finora una sola inoculazione.

Ultimo aggiornamento: 17:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA