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Scandalo Mose, Minutillo e Baita chiedono di patteggiare 2 anni

Mercoledì 23 Maggio 2018 di Gianluca Amadori
Scandalo Mose, Minutillo e Baita chiedono di patteggiare 2 anni
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Sono pronti a patteggiare Piergiorgio Baita e Claudia Minutillo, e con loro tutti gli ultimi imputati al processo per lo scandalo Mose, quelli che hanno collaborato con la Procura di Venezia e la cui posizione era stata stralciata in attesa della conclusione del dibattimento principale, finito lo scorso settembre.

I difensori dell'ex presidente della Mantovani costruzioni e dell'ex segretaria di Giancarlo Galan, gli avvocati Alessandro Rampinelli e Carlo Augenti, hanno raggiunto un accordo con il procuratore aggiunto Stefano Ancilotto e con il pm Stefano Buccini, in base al quale i loro assistiti potrebbero chiudere i conti con la giustizia con l'applicazione di una pena sospesa, dunque non superiore ai due anni di reclusione. Pena che terrà conto anche del patteggiamento già definito nel 2013 per false fatture milionarie: un anno e dieci mesi di reclusione e il versamento di 400mila euro per Baita; un anno e quattro mesi per la Minutill, ex amministratrice di Adria infrastrutture, la società attraverso la quale la Mantovani voleva concorrere al business del project financing.
 
TRENTA IMPUTAZIONI
Analoga pena (sospesa) dovrebbero patteggiare anche l'ex direttore amministrativo della Mantovani, il padovano Nicolò Buson (un anno e due mesi nel 2013), l'ex componente del Direttivo del Consorzio Venezia nuova, per conto del Coveco, il trevigiano Pio Savioli e l'intermediario padovano Mirco Voltazza. Le imputazioni contestate dalla Procura sono complessivamente una trentina, a spaziano a vario titolo dalla corruzione per i fondi neri del Cvn utilizzati per pagare mazzette ai politici, al finanziamento illecito ai partiti, ai reati fiscali commessi per realizzare le provviste in nero.

La prima udienza è fissata per martedì prossimo, di fronte al gup Gilberto Stigliano Messuti, al quale spetterà il non facile compito di decidere se due anni di reclusione, a fronte di un numero così consistente di gravi reati, possa essere una pena congrua. In particolare per chi, come Baita, Minutillo e Buson, assommano agli illeciti confessati in questo filone, i reati fiscali per i quali hanno già ottenuto l'applicazione della pena 5 anni fa.

Nella decisione, il giudice per l'udienza preliminare dovrà sicuramente tenere conto delle pene con cui sono usciti gli altri imputati: il patteggiamento più pesante l'ha subito l'ex presidente della Regione Galan (due anni e dieci mesi di reclusione e la confisca della sua villa a Cinto Euganeo, per un controvalore di 2.6 milioni di euro) mentre a conclusione del dibattimento il Tribunale ha inflitto 4 anni di carcere, sempre per corruzione, all'ex ministro Altero Matteoli (poi deceduto) e all'imprenditore romano Erasmo Cinque, ai quali sono stati confiscati beni fino ad un ammontare complessivo di oltre 19 milioni di euro.

RISCHIO PRESCRIZIONE
Due anni non sono una pena particolarmente severa, ma la Procura è decisa a prestare consenso al patteggiamento perché celebrare il processo significa dispendio di grandi energie e tempi lunghi, con il rischio concreto che gran parte delle accuse cadano in prescrizione.

L'udienza di martedì prossimo, in ogni caso, non sarà quella decisiva. Il giudice Stigliano Messuti dovrà, innanzitutto, provvedere alla riunione del fascicolo principale con un secondo filone, relativo ad altri reati fiscali contestati a Baita, per i quali la Procura stava procedendo separatamente. La discussione dei patteggiamenti, con molte probabilità, verrà fissata per l'udienza successiva entro la quale sarà concesso il tempo per formalizzare le richieste di applicazione pena che per il momento non sono ancora state messe nero su bianco. 
L'aspetto più delicato da definire sarà, comunque, quello dei risarcimenti, senza i quali non sarà possibile patteggiare. Mentre è destinato a restare senza alcun processo né sanzione penale, l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, creatore e gran regista del sistema illecito costruito attorno al Mose: ormai vive in California e una perizia ha stabilito che, a seguito di un decadimento psichico, non è in grado di comparire in aula.

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