«Basta con gli chef in tv, dove si mangia bene e a buon prezzo nel libro di Arrigo Cipriani

PER APPROFONDIRE: arrigo cipriani, lubro, venezia
«Basta con gli chef in tv, dove si mangia bene e a buon prezzo nel libro di Arrigo Cipriani
IL VOLUME - A dirla con una battuta potremmo parlare di ritorno al sovranismo gastronomico. O ancor meglio di ritorno alle origini. Certo, nessuna polemica, ma il libro di Arrigo Cipriani, l' oste più famoso di Venezia, e di Edoardo e Gian Nicola Pittalis dal titolo Tutti gli chef sono in tv... e noi andiamo in trattoria che da domani - 17 maggio - sarà in edicola al prezzo di 8.80 euro più il costo del Gazzettino - non solo rivendica fin dal titolo una tradizione culinaria del Bel Paese, ma offre un vero e proprio viaggio nel costume italiano raccontando come la cucina e i cuochi abbiano fatto capolino nella tv nazionale e poi in quelle locali; la crescita a dismisura di ricette, chef, cuochi, cucinieri e osti, ma anche veleggiando con i loro nomi e le loro pietanze nei social network o nel canali digitali dedicati. Ma c'è di più: al lettore vengono suggeriti luoghi, pubblici esercizi, ristoranti dove si mangia a buon prezzo, con il fiasco di vino sul tavolo e dove si pranza (o si cena) su un piano di legno vissuto. Insomma, la rivendicazione di una tradizione gastronomica senza orpelli.
 
Pane al pane, facendo una facile battuta... Ed è ciò che rivendicano i primi capitoli di questo libro. Una vera dichiarazione di indipendenza da chef che stanno più in tv che in cucina, da nomi complicati dei piatti da servire e senza tanti giri di parola.
«Crediamo che la cucina italiana vera - si dice - sia quella che viene dalle ricette delle nostre donne di casa. Quelle ricette che si sono tramandate per decine e decine di anni e che sono ancora lì a testimoniare la studio che le cuoche avevano messo nei sapori anche prima dell'invenzione del frigorifero». E poi, per gradire, ecco l'affondo Vogliamo mangiare una pietanza - si aggiunge - contenuta in un piatto rotondo e non in una forma oblunga e rettangolare, vogliamo tenere in mano una forchetta, un cucchiaio e un coltello e non degli arnesi da scasso disegnati da uno stilista; vogliamo un tovagliolo di lino o di cotone; vogliamo pane casareccio senza semi di finocchio...». Insomma meglio un bel piatto di spaghetti al ragù che un arrosto al profumo di erbe dal sapore indiano o cinese. E stop anche alle lingue preconfezionate, perdendosi nel labirinto degli aggettivi e dei pronomi per ordinare una pasta alla carbonara. 
LA STORIAE se da una parte c'è la rivendicazione delle peculiarità italiane, dall'altra il volume ci offre un viaggio nella memoria sull'avvento delle trasmissioni televisive dedicate al gusto; alle prove ai fornelli, alle atmosfere da brindisi con nomi che hanno fatto la cooking tv da Mario Soldati, ai mitici spot di Carosello con i cortometraggi cult con attori a reclamizzare carni in gelatina, brodi, cioccolato, surgelati. Fino a toccare il mondo della canzone. Come non ricordare La pappa con il pomodoro di Rita Pavone o la sit-com con gli arancini del commissario Montalbano?
E in tutto questo c'è anche una carrellata di uomini e donne di spettacolo dall'antesignana Wilma De Angelis a Corrado con Il Pranzo è servito; da Antonella Clerici alla Prova del cuoco fino a Masterchef con tanto di biografie (Benedetta Parodi, Carlo Cracco, Bruno Barbieri, Chef Rubio, Antonino Canavacciuolo, Alessandro Borghese, Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura; e le star internazionali Joe Bastianich, Fred Chesneau, Gordon Ramsey e via di questo passo). 
Il libro riporta alla memoria anche gli antichi (e sempre nuovi) manuali: vedi alla voce Il Vero re dei Cucinieri di Belloni; Il piccolo talismano della felicità di Alda Boni; Il cucchiaio d'argento fino al mitico La scienza in cucina e l'arte del mangiar bene di Pellegrino Artusi. 
I LUOGHI DI CASA NOSTRAEd ecco quindi i nostri locali, là dove la tradizione è rispettata e valorizzata. Eccoli: Da Romano a Burano; Da Dino a Silea (Tv); da Palmerino a Sandrigo (Vi); Da Procida a Spercenigo (Tv); Al Fogher di Meolo (Ve); Il Pedrocchino di Campodoro (Pd); Al Castelletto da Clemi a Pedeguarda (Tv); Busa alla Torre a Murano; Roma a Meolo (Ve); Ai Assassini a Venezia; Antiche Carampane a Venezia; Ballotta a Torreglia (Pd); Ai Mediatori a Tombolo (Pd); Trattoria Schiavon a Falzè (Tv); Trattoria Arcadia a Porto Tolle (Ro); Nalin a Mira (Ve); Trattoria Menegaldo a Monastier (Tv).
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Giovedì 16 Maggio 2019, 09:57






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5 di 5 commenti presenti
2019-05-17 09:19:08
Gli "chef", che poi sono i cuochi, hanno mediamente la terza media......
2019-05-16 13:16:52
Beh questa non è la scusa per tornare a vendere vino nel fiasco senza etichetta e che sa di aceto come una volta...
2019-05-16 11:21:55
io ho imparato da mia Mamma a cucinare e non cambio.
2019-05-16 10:00:38
Il dott.Arrigo ha perfettamente ragione, non si reggono più !Non insegnano nulla e sono fastidiosi.
2019-05-16 11:42:24
Aggiungerei anche arroganti e spocchiosi. Oltretutto danno l'idea che per essere in grande chef si debba maltrattare le persone.