Turismo, gli hotel di Venezia: «Abbiamo una clientela last minute»

Martedì 29 Giugno 2021 di Costanza Francesconi
Turismo, gli hotel di Venezia: «Abbiamo una clientela last minute»last minute»

VENEZIA - Non basta un'Italia in zona bianca perché il turismo sollevi dal baratro le città d'arte. Non basta a Venezia una metà d'anima balneare perché la stagione estiva decolli. Gli albergatori in crisi aspettano settembre per un giro di boa. La ripresa del turismo è lieve e a due velocità nota Pierpaolo Cocchi, direttore dell'Hotel Papadopoli MGallery a P. le Roma Le destinazioni marine saranno più celeri dei centri d'arte, e Venezia fa parte delle seconde. Se a giugno abbiamo viaggiato su un 30% di occupazione, luglio e agosto potranno arrivare al 50%. Il periodo migliore sarà forse settembre ma tutto dipende dallo sviluppo delle varianti in circolo. Intanto assistiamo alla clientela last minute, quella domestica di francesi, tedeschi, austriaci e svizzeri, come dimostrano i posti esauriti giornalmente nei parcheggi di piazzale Roma. Dovremo difenderci cercando di cogliere il massimo dall'estate prosegue Cocchi -, sperando che a novembre non ci sia un'involuzione, e consci che il movimento quotidiano non significhi un aumento dei soggiorni.


POCHI EVENTI
I pochi eventi organizzati in città non hanno fatto da traino come sperato, demotivando l'arrivo di gruppi vacanza. I nostri primi ospiti per la Biennale hanno riservato a settembre nota dal Generator Hostel a la Giudecca Gian Maria Bandini Vuoi la quarantena, la spesa dei tamponi e le restrizioni, le prenotazioni più numerose di giugno sono balzate a settembre per non dire a fine anno. Nel fine settimana l'occupazione è medio alta, calando infrasettimanalmente. Il mercato è esclusivamente europeo o italiano, rimanendo assenti statunitensi e asiatici. Per un 40% sono famiglie italiane, mentre nelle ultime settimane, si comincia a vedere il viaggiatore giovane. Lo zoccolo duro delle nazionalità più rilevanti dal punto di vista alberghiero non si è però ancora visto, come rileva Luca Chias dell'Hotel Aquarius in campo San Giacomo dall'Orio. L'assenza di Stati Uniti, Canada, e Asia in senso lato, ma anche nord Europa e Gran Bretagna, rende il lavoro precario, quanto difficile prevedere l'andamento dei prossimi mesi, per adesso ondivago. Come realtà veneziana e indipendente, cerchiamo di offrire un prodotto di qualità che per ora incontra chi ci raggiunge in autostrada. L'agenda di eventi artistici e culturali che ospitiamo guarda alla cittadinanza. Un albergo è anche riferimento per il tessuto urbano riflette Chiais Oggi incontriamo l'associazione delle impiraresse, lo scorso anno riconosciute dell'Unesco, ospitiamo presentazioni di libri, avremo con noi Carlo Montanaro e parleremo con la libreria specializzata in termini nautici e marinareschi Mare di carta.


SPERANZE
Crediamo insomma in turismo legato alla qualità artistica e culturale veneziana, la più remunerativa e soddisfacente anche quando torneranno i viaggiatori. Più perplesso e preoccupato è il giudizio di Vittorio Bonacini, presidente Ava Venezia. La recente ondata di entusiasmo è stata creata ad arte per ragioni economiche e finanziarie quando l'indice di Rt non la giustificava affatto. Prova ne è il basso numero di tamponi effettuati giornalmente e le varianti che imperversano. Nel centro storico di Venezia gli alberghi non si sono riempiti nemmeno con la Biennale, viaggiando tra il 35-40% di presenza durante la settimana, e un massimo del 60% nel week end. Levare la mascherina all'aperto è follia - prosegue - Il turismo mordi e fuggi additato è di nuovo in giro per la città, accompagnato da un pendolarismo di basso livello sotto il profilo di capacità di spesa e comportamentale. Gli introiti effettivi sono insoddisfacenti, nonostante il sistema di prenotazione a Venezia non sia mai stato così flessibile come in questo periodo. Fa ben sperare la ripresa dei voli internazionali e intercontinentali ma resta il fatto che la politica sanitaria di contenimento dovrebbe lasciare il passo a quella di prevenzione. Lo stesso G20 conclude il presidente Ava Venezia -, richiama sì l'attenzione sulla città, ma per mala comunicazione ha portato a una caduta nelle richieste e in molti hanno finito per depennare la meta.

Ultimo aggiornamento: 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA