Spese non indicate nel contratto di conto corrente, cliente risarcito dalla banca con 400mila euro

Mercoledì 20 Ottobre 2021
Spese non indicate nel contratto di conto corrente, cliente risarcito dalla banca con 400mila euro

MESTRE - Per anni ha pagato alla propria banca spese, commissioni e interessi non dovuti in quanto non indicati con precisione dal contratto di conto corrente. Il Tribunale di Venezia ha dato ragione ad un'azienda di Mestre condannando la Bnl a restituire quasi 400mila euro, oltre agli interessi legali e a 25mila euro di spese legali. La somma indebitamente percepita dall'istituto bancario nel corso degli anni ammontava ad oltre 500 mila euro, ma il Tribunale ha potuto liquidare all'azienda mestrina una cifra inferiore in quanto una parte del credito vantato era ormai prescritto.
La sentenza è stata emessa dalla giudice Liliana Guzzo, della prima sezione civile del Tribunale di Venezia, a conclusione di una causa avviata dal legale della società, l'avvocato Gastone Pea. 
Il Tribunale ha accertato che nel contratto di conto corrente il tasso relativo agli interessi passivi non era stato puntualmente indicato: veniva genericamente indicato che il tasso sarebbe stato comunicato dalla banca soltanto successivamente alla conclusione del contratto stesso. La giudice ha accertato pertanto la nullità di quella clausola in quanto non determinata o determinabile al momento della firma del contratto. Il Tribunale ha dichiarato, inoltre, la nullità di tutte le spese e commissioni applicate da Bnl durante il rapporto in assenza di pattuizione. 


LA PERIZIA

Infine è stata dichiarata la nullità della capitalizzazione degli interessi passivi (anatocismo) operata dalla banca per tutta la durata del rapporto di conto corrente, anche in questo caso per la mancanza di idonea pattuizione. 
Al momento di dare il via alla causa, la quantificazione degli interessi illegittimamente richiesti dalla banca nel corso degli anni è stata fatta da un consulente tecnico incaricato dall'avvocato Pea, il dottor Cesare Crety, il quale ha accertato innanzitutto la differenza tra gli interessi passivi applicati dalla banca e quelli che invece avrebbe dovuto applicare. Nel corso della verifica degli estratti conto, il commercialista si è accorto che all'azienda erano state addebitate dalla banca anche spese e commissioni mai pattuite.
«Il tasso degli interessi, ove ultralegale, deve essere previsto da apposita pattuizione scritta, come stabilito dapprima dall'articolo 1284, terzo comma, del Codice civile e successivamente dagli articolo 3 e 4 della legge 154 del 1992 ed infine dall'articolo 117 del Testo unico bancario», si legge nella sentenza depositata in cancelleria pochi giorni fa.
Bnl potrà presentare appello, ma nel frattempo la sentenza è provvisoriamente esecutiva.

Ultimo aggiornamento: 17:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA