Isola della Certosa, l'alta moda riporta in luce l'antico chiostro

Domenica 4 Luglio 2021 di Tomaso Borzomì
Isola della Certosa, l'alta moda riporta in luce l'antico chiostro

VENEZIA - Alberto Sonino, amministratore unico di Vento di Venezia, non ci sta a passare per cattivo e tira fuori le carte riguardanti l'isola della Certosa. «L'isola ad oggi è del Demanio, quindi dello Stato, Vento è titolare di una convenzione di parternariato pubblico-privato dal 2004 ottenuta sulla base di un bando di gara per gli edifici esistenti. Dal 2009 è stata integrata un'altra convenzione per 50 anni come attuatore del programma di recupero e rigenerazione dell'isola, con un secondo bando», spiega.


BANDO PUBBLICO
In pratica, Sonino con la sua società ha vinto un bando e ha una convenzione con cui il Comune gli ha chiesto di occuparsi dell'isola, ripristinandola, in cambio di diritti e doveri. Tra gli oneri che Vento si è accollata ci sono interventi che Vento è tenuta a fare, come la manutenzione del verde, a fronte di diritti, come la facoltà di insediare attività economiche: «La società - spiega Sonino - si accolla dei costi, sollevando il Comune, in cambio della possibilità di esercitare attività per un'impresa che conta su un centinaio di dipendenti tra diretti e indiretti. «Non è vero che la convenzione è a titolo gratuito: si pagano 97mila euro l'anno al Provveditorato alle opere pubbliche, mentre per la manutenzione dell'isola l'esborso ammonta a circa 750mila euro a regime, soldi che il Comune risparmia», continua l'amministratore. «L'estensione della convenzione - continua Sonino - è avvenuta a fronte di un aumento di oneri che Vento di Venezia si accolla, tra cui le bonifiche ambientali. Una volta la Certosa era ben diversa da oggi, che è accessibile a tutti».
Una situazione simile a quella della punta della Dogana, che è di proprietà dello Stato, concessa al Comune, che la affida a una fondazione. L'iter quindi è lo stesso, fa sapere Sonino: «Nel 2011 il Comune, nell'ambito dell'accordo con Vento di Venezia ha chiesto allo Stato la proprietà dell'isola in base al cosiddetto federalismo demaniale, e ha sottoposto un programma di valorizzazione ancora al vaglio del tavolo tecnico. Per questo non è ancora avvenuto il trasferimento al Comune. Ma se oggi Vento di Venezia opera per conto del Comune su un terreno dello Stato, nulla vieta che domani si operi su un terreno che potrebbe diventare del Comune».


GESTIONE IMPRENDITORIALE
Lo spirito imprenditoriale dell'amministratore della società che gestisce l'isola si coniuga alla sua passione per la vela: «Lo strumento che abbiamo individuato per arrestare il degrado e riqualificare il territorio è la nautica da diporto. In questo ambiente si va oltre la monocultura turistica, è un segmento di nicchia, che volutamente definiamo turistico, ma che permette di vivere Venezia dal suo punto di vista più naturale, l'acqua. Per questo servono però servizi congeniti, come un cantiere, oppure il percorso di jogging, il ristorante, l'alloggio, che consente di fornire servizi a 360 gradi che sostengano l'attrattività di questo turismo. Un comparto che fornisce occupazione, rivolgendosi sia a residenti che visitatori anche di prossimità».


SFILATA DI MODA
Sonino torna anche sulla recente vicenda che ha visto protagonista anche la sfilata di Yves Saint Laurent: «L'isola è stata scelta per un'importante esposizione culturale di una grande azienda internazionale perché c'è stata coerenza di principi nei valori aziendali. Da un groviglio di rovi, resti militari e amianto, abbiamo reso fruibile l'isola». Da ultimo, Sonino precisa: «Questo evento, da effimero, cioè che dura poco e poi va via, diventerà duraturo, perché lascerà una piantumazione di 500 piante e il ripristino del chiostro», oltre al rifacimento di una parte di muro che aveva ceduto con l'acqua alta del 2019.

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA