Luca Zaia in diretta oggi. «Vaccini,le Big Pharma facciano chiarezza». Il punto sulle mutazioni del Covid in Veneto: ci sono 17 tipi di virus

Giovedì 18 Febbraio 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, giovedì 18 febbraio 2021, per le ultime notizie sulla pandemia da Coronavirus in Veneto. I vaccini sono sempre in primo piano, la trattativa del Veneto per l'acquisto delle dosi va avanti, e ieri sera il presidente ha rivelato a Radio 24: «In questo momento il mio dirigente mi dice che abbiamo 2 situazioni per le quali è già stata presentata una bozza di accordo per 12 milioni di dosi per una realtà e 15 milioni per l'altra, in totale 27 milioni di dosi e il vaccino in questione è Pfizer. Mi devo occupare della salute dei veneti, ho l'obbligo di fare la verifica. Io ho un impegno anche di natura etica e trovo scontato che un presidente se ne occupi, per me è un dovere preservare la salute dei veneti. Quando sono andato a comprare i respiratori, se non li avessi comprati e atteso quelli ufficiali, i miei cittadini sarebbero morti».
 

«Se le tre Big Pharma dicono che quel che viene distribuito al di fuori del circuito europeo non è vaccino, il mondo si mette in pace». Lo ha ribadito il presidente del Veneto, Luca Zaia, rispondendo ai giornalisti sui dubbi legati all'approvvigionamento autonomo di vaccini. «Se fosse vero questo - ha aggiunto Zaia - allora la Germania ha comprato 150 milioni dosi dall'Europa, altri dal canale ufficiale, ma me lo devono spiegare come. Se la Fiat dice che chi compra un'auto lo può fare solo da lei, e le altre sono contraffatte, è finita. Ciò non toglie l'obbligo etico e morale di verificare. Penso invece che ogni azienda pensa ai contratti, ha canali istituzionali, concessionari, grandi giri. Un fondo d'investimento nel biotech potrebbe avere un'azienda che ha recuperato dosi in via preventiva e oggi magari si ritrova a magazzino un milione di vaccini. Che fanno, se li bevono? Li distribuiranno. Lo dico senza provocare. Ma noi e i nostri colleghi - ha concluso - siamo bersagliati da offerte continue». «Stamani il dottor Flor ha ricevuto una disponibilità per AstraZeneca». Lo ha rivelato Zaia. «Anche il collega Bonaccini - ha aggiunto - ha mostrato che era arrivata una proposta dalla Croazia. Non è colpa nostra se ci chiamano», ha concluso. Già due giorni fa Zaia aveva detto che gli erano state offerte altri dosi di vaccino «dell'azienda Pfizer».

Continuano a preoccupare le varianti del virus sul nostro territorio: secondo i riscontri delle Microbiologie delle Ulss provinciali venete ogni cinque tamponi positivi, uno intercetta la variante inglese. E anche ai Mondiali di sci di Cortina si sono trovati 4 casi di variante inglese su 6 campioni inviati in lavoratorio. A fare il punto proprio sulle mutazioni del Covid in Veneto sono state oggi la dottoressa Antonia Ricci, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), e la dottoressa Francesca Russo, capo del dipartimento di prevenzione della Regione Veneto.

Zaia in diretta oggi

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi oltre 3milioni e 929mila, oltre 2milioni 971mila test rapidi , 1042 nuovi positivi in 24 ore,  3,13% incidenza dei positivi sui tamponi fatti, 21.986  attualmente positivi. +30 decessi nelle ultime 24 ore,  1.425 ricoveri, 135 terapie intensive, 1.290 ricoveri in area non critica. Duemila posti letto in meno rispetto al 31 dicembre, questi i posti letto liberati da allora.

Veneto resta giallo?

«Rt 0,78 è quello in Veneto oggi, non preoccupante ma da attenzionare - ha spiegato Zaia -, tutti gli altri parametri sono abbondantemente sotto la linea che potrebbe farci scattare in zona arancione».

Covid in Veneto

«C'è un "club" che sostiene che il virus non esiste, purtroppo non è così, ha affermato Zaia. Sul fronte vaccini non ho novità, siamo ancora in attesa di risposte. Trattativa per le dosi Pfizer: non conosco i dettagli ed è giusto così. Pfizer dice che tratta solo con i Governi, ma ci sono altri venditori del vostro vaccino sul mercato? Questo va domandato. Oppure dicano che ciò che non è distribuito dall'Europa non è vaccino, così chiudiamo la cartellina e ci mettiamo in pace. Ma noi abbiamo l'obbligo etico e morale di verificare e le grandi aziende farmaceutiche potrebbero darci una mano facendo chiarezza. Se ci tolgono questo impiccio, senza polemiche, ci aiutano. Il dottor Flor non è nella fase della negoziazione, siamo nella fase della verifica del costrutto (lotti, codici) e se siamo autorizzati a comprare il farmaco fuori dai confini nazionali. I colleghi delle Regioni hanno sempre manifestato nella legalità interesse. Se noi non ci fossimo interessati, se io fossi un procuratore tra 5 anni verificherei se l'offerta era buona e perché non è stato dato corso, io mi muoverei, mi chiederei "questi qua che fanno, dormono?". Se non arrivano i numeri significa che era tutta una farsa, ha commentato Zaia rispondendo a una domanda sui tempi di risposta per avere lotti e numeri esatti dei vaccini proposti, la famosa proposta di contratto scritto. Stamani il dottor Flor ha avuto una nuova proposta per AstraZeneca».

«Dall'altro, sul fronte dell'infezione finalmente abbiamo uno spaccato sulle mutazioni e dell'incidenza nelle sequenziazioni fatte. La dottoressa Ricci ha sequenziato 519 tamponi e oggi vi darà la lettura della situazione, poi la dottoressa Russo spiegherà dal punto di vista epidemiologico l'andamento del virus».

​A Treviso in famiglia, a Venezia in classe. «Mutazione inglese in 2 positivi su dieci»

 

Varianti in Veneto

La dottoressa Antonia Ricci, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha fatto il punto sulle mutazioni del Covid in Veneto. «Io sono il portavoce di una squadra di professionisti al lavoro, sovraccarichi di lavoro in questo momento. Lo Zooprofilattico, tutte le Microbiologie del Veneto, tutti collaborano a questo progetto. Noi siamo perfettamente allineati con l'Istituto Superiore di Sanità, rendicontiamo tutto con trasparenza e in tempo reale». «Le mutazioni del virus sono naturali, man mano che viene messo sotto pressione, ad esempio con le vaccinazioni, il virus fa il suo lavoro: muta per sopravvivere».

I risultati delle ultime due settimane
«Sono state settimane tumultuose, abbiamo incrementato l'attività per l'autmento di casi legati alle nuove varianti. Ad oggi in totale (progetto deliberato a ottobre 2020) sono stati sequenziati 519 campioni, identificando 17 diversi gruppi genetici». «Ci sono 4 varianti "preoccupanti" in Veneto (trovate la 20A.EU1 - 20A.EU2 sono due varianti che hanno innescato la seconda ondata negli altri Paesi europei), da monitorare perché hanno caratteristiche che potrebbero renderle più contagiose o pericolose o in grado di sfuggire agli anticorpi. Questo è da verificare incrociando i dati virologici a quelli epidemiologici». Le tre varianti inglese, brasiliana e sudafricana sono state valutate come pericolose e verificate.

I campioni
- 296 campioni sono stati recapitati in queste settimane per svariati motivi. Li abbiamo sequenziati il 3 e 4 febbraio scorsi per avere una fotografia generale nazionale sulla presenza della variante inglese. 182 campioni sono stati sequenziati e la presenza della variante inglese in Veneto è del 17,7%, in linea con la media nazionale.

- 22 campioni da 2 istituti scolastici: nella scuola del Veneziano 8 campioni erano positivi alla variante inglese. Negli altri cluster Ulls 4 e 7 non sono state identificate varianti.

- Stiamo facendo una sorveglianza di casi particolari, come pazienti che erano sospetti per l'andamento dell'infezione e dei casi a Padova e Venezia dove abbiamo identificato la variante brasiliana (P1), trovata in due pazienti che non avevano una storia di viaggi all'estero, sembrano casi autoctoni.

- Mondiali di Sci: positività ritrovate, 6 campioni, in 4 abbiamo trovato la variante inglese. Persone residenti in Italia, non arrivavano dall'estero. In totale sono stati fatti in questa sede circa 20mila test. (LEGGI)

- Abbiamo avuto il cluster all'ospedale di Rovigo: 9 campioni identici fra di loro, nessuno con varianti preoccupanti.

- 14 campioni di viaggiatori in rientro dall'estero e solo 2 appartengono alla variante inglese.

Alla luce di questi dati la circolazione della variante inglese è chiara sul nostro territorio.Immaginiamo che questa variante prenda piede e che a livello regionale ci sia un aumento della prevalenza di questa variante rispetto al virus fino ad ora visto: è più contagiosa, più capace di trasmettersi. Questa variante è capace di far aumentare l'Rt da 0,4 allo 0,7 in più. Gli studi sulla maggiore pericolosità sono basati su pochi casi, ma è chiaro che aumentando così tanto il numero di infezioni aumenta di conseguenza tutto, in proporzione. Smentito il fatto che questa variante sia maggiormente capace di contagiare i bambini. La variante brasiliana invece è tenuta d'occhio perché è capace di sfuggire all'azione degli anticorpi, anche chi ha avuto il virus o è stato vaccinato è meno protetto, il che non significa che il vaccino non funzioni, ma potrebbe essere necessario un ulteriore intervento vaccinale. Non sembra contagiosa come la variante inglese.

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Epidemia in Veneto

La dottoressa Francesca Russo, capo del dipartimento di prevenzione della Regione Veneto: «Le varianti si sono aggiunte al tema della sorveglianza della malattia. Nel momento in cui abbiamo la segnalazione di un caso di variante, oltre all'indagine epidemiologica che facciamo per ogni caso Covid, dobbiamo ampliare ulteriormente l'indagine non solo ai contatti stretti familiari o lavorativi, ma anche a quelli "a basso rischio", per estendere il più possibile la nostra indagine. Isoliamo i soggetti per fare in modo che la variante non si diffonda». «Adesso i contatti devono essere circostanziati negli ultimi 14 giorni e non più nelle ultime 24 ore, e a tutti deve essere fatot il tampone molecolare». Abbiamo il 17,7% di variante inglese in Veneto: «L'attenzione deve essere altissima».

 

 

Il discorso di Draghi


Credo che vi sia ragionevolezza nell'approccio di Draghi al Covid e al piano vaccinale, a quelle che sono le nuove sfide: abbiamo una certezza, che il vaccino sia la via d'uscita dalla crisi - ha commentato Zaia -, Israele lo sta dimostrando. Se riuscissimo a fare 800mila, un milione di vaccini al mese, ne verremmo fuori. Questa è la più grande campagna vaccinale della storia, chiunque venga messo in campo serve, protezione civile, volontari... Quando arriveranno el nuove dosi? Ho visto le tabelle, abbiamo 70mila dosi con Moderna, a farla grande 100mila a settimana. Ovvio che anche 100mila alla settimana sono 400mila al mese, ma sono 200mila vaccinati, è un ritmo lentissimo. Tra qualche mese avremo vaccino in esubero ma in questa fase abbiamo una forte carenza di dosi. Non ho sentito tutto il discorso di Draghi, non ho avuto ancora il tempo di leggerlo, non per liquidarlo, lo leggerò, ho visto le sintesi e credo che abbia affrontato nella ristrettezza di un discorso tutti i temi fondamentali. Valuteremo con l'operatività il bene o il male di un Governo,Draghi non porta l'austerity ma porta 222 miliardi, dovremo investire per bene questi soldi e far ripartire economia e occupazione, e mi pare che questi elementi ci siano stati tutti nel discorso. Inoltre c'è un Dpcm da rinnovare entro il 5 marzo, e lì si avrà il primo confronto con il Covid.

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 14:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA