Oltre 22mila visite da recuperare: piano da 5 milioni per abbattere le liste d'attesa

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Mauro Favaro
L'ospedale Ca' Foncello di Treviso, quartier generale dell'Usl 2 che deve recuperare 22.500 visite

TREVISO - Oltre 22.500 prestazioni da recuperare nel giro di tre mesi, cioè entro la fine dell’anno, facendo funzionare le sale operatorie anche di sabato e tenendo gli ambulatori aperti pure di domenica. Mentre l’emergenza Covid rallenta, per l’Usl si apre una nuova sfida: riprogrammare ed erogare tutte le attività non urgenti (priorità D e P) che erano state sospese nei picchi peggiori dell’epidemia, quando gli ospedali erano concentrati sul Coronavirus. L’emergenza ha fatto slittare 16.571 visite ed esami e 5.940 interventi chirurgici nella Marca. «Da oggi comincia la rincorsa – annuncia il direttore generale Francesco Benazzi – non sarà semplice perché non troviamo specialisti e mancano infermieri. Il personale in servizio, poi, è un po’ stanchino dopo un anno e mezzo infernale. Chiediamo ai cittadini di avere pazienza: saremo noi a ricontattare tutti quelli che stanno attendendo una prestazione sospesa. Cercheremo di tagliare le liste d’attesa entro dicembre». 


IL FINANZIAMENTO

La Regione ha finanziato un piano ad hoc da 5 milioni di euro per far rientrare le prestazione con priorità D e P nei tempi standard, che prevedono rispettivamente fino a 30 giorni e fino a 3 mesi di attesa. I soldi verranno usati per coprire gli straordinari in libera professione chiesti al personale sanitario, su base volontaria, da qui alla fine dell’anno. «I medici hanno già dato la loro disponibilità – rivela il direttore generale – a breve incontreremo anche infermieri e operatori». Si parla di un totale di 34.700 ore aggiuntive. Allo stesso tempo le sale operatorie verranno fatte funzionare per 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20. «Anche di sabato - sottolinea Benazzi - e gli ambulatori resteranno aperti anche di domenica». 


L’AIUTO DEI PRIVATI

Sarà poi determinante il contributo del privato convenzionato, a partire dall’ospedale San Camillo di Treviso e dalla casa di cura Giovanni XXIII di Monastier, al quale verranno affidate in particolare prestazioni di ortopedia, oculistica, senologia e chirurgia generale. Sul fronte delle prestazioni rimaste indietro, i problemi maggiori riguardano i distretti che fanno riferimento agli ospedali di Treviso-Oderzo e di Castelfranco - Montebelluna. Nell’area di Conegliano - Vittorio Veneto, invece, i numeri non sono esorbitanti. Tra i primi settori chiamati a un nuovo super-lavoro c’è la radiologia e la neuroradiologia di Treviso: bisogna recuperare 2.198 esami. A Treviso è intasata anche la dermatologia, riferimento unico per tutta la provincia: 1.991 visite da recuperare. In proporzione, vale lo stesso discorso per l’unità dedicata alla diagnosi e al trattamento delle malattie allergiche. «Non si trovano allergologi», allarga le braccia il direttore generale. A Treviso devono essere riprogrammate anche 807 visite di gastroenterologia. In questa specialità, però, il vero nodo è nel distretto di Castelfranco-Montebelluna: qui ci sono 1.200 visite in attesa. «L’unità di Gastroenterologia è passata allo Iov. Abbiamo chiesto loro un aiuto e speriamo ci possa essere un impegno in questo senso – spiega Benazzi – per ridurre le attese per le visite e gli esami abbiamo anche stretto un accordo con la gastroenterologia dell’Usl delle Dolomiti». 


FUORI PROVINCIA

Sono stati previsti 830 appuntamenti nell’arco del prossimo anno. Ai pazienti trevigiani, in altre parole, verrà data la possibilità di andare in trasferta all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre per sottoporsi alle prestazioni in tempi più rapidi. Tra i distretti di Treviso-Oderzo e Castelfranco-Montebelluna devono essere recuperate anche oltre 1.500 prestazioni di pneumologia. «Sono state tra le unità più sotto pressione a causa dell’emergenza Covid», specifica il direttore generale. Per quanto riguarda gli interventi chirurgici da recuperare, infine, spiccano le 1.249 sedute di oculistica per le cataratte, pur se inquadrate come ambulatoriali. Il Coronavirus ha ridisegnato la mappa delle attività negli ospedali trevigiani. Nonostante l’epidemia, la Breast Unit di Treviso ha visto aumentare gli interventi per tumore al seno: dai 376 del 2019 agli attuali 417. L’ortopedia di Conegliano è passata addirittura dai 255 interventi del 2019 agli attuali 911. Discorso simile per la cardiologia, sempre a Conegliano. 

 

Ultimo aggiornamento: 07:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA