Treviso. La Lega prende tutto: 5 sindaci già in festa

Lunedì 27 Maggio 2019 di Paolo Calia
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TREVISO Il solo dato dell'affluenza della notte elettorale (63,71%, leggermente meno del 2013 quando i votanti furono il 64,68% degli aventi diritto) porta i primi sindaci eletti e il primo comune commissariato. Nei sei comuni con una sola lista in lizza, quindi con un solo candidato, in cinque è stato superato il 50% dei votanti e quindi il quorum necessario per rendere valida l'elezione. Questo non vuol dire elezione automatica, ma quasi: potrebbe infatti verificarsi il caso che le schede bianche o nulle siano in numero maggiore rispetto a quelle andate al candidato sindaco, ma è un'eventualità a dir poco clamorosa. Diciamo quindi che Cimadolmo, Mansué, Gorgo al Monticano, Povegliano e Sarmede possono festeggiare il loro sindaco. A Chiarano invece l'operazione mono-lista non è riuscita: la percentuale dei votanti si è fermata al 47,29%. E questo è l'unico dato incontestabile: il comune verrà quindi commissariato. 
GLI ELETTIGiovanni Ministeri a Cimadolmo; Leonio Milan a Mansuè; Giannina Cover a Gorgo al Monticano; Rino Manzan a Povegliano e Larry Pizzol a Sarmede. Eccoli qui, al netto di clamorose e improbabili ribaltoni legati a un eventuale numero enorme di schede bianche o nulle, i primi cinque sindaci del 2019. «Andiamoci piano - mette le mani avanti Pizzol - io sono una persona prudente e in politica le ho viste tutte. Prima di festeggiare attendiamo lo spoglio di domani (oggi ndr), perché c'è sempre la possibilità che le schede bianche o nulle siano di più di quelle attribuite alla lista. Lo so: è un'ipotesi remota, ma reale. Però una cosa possiamo dirla: abbiamo superato il quorum e quindi evitato il commissariamento. Il primo scoglio insomma ce lo siamo lasciati alle spalle». Chi invece non si fa problemi a festeggiare è Rino Manzan, confermato sindaco di Povegliano e primo sostenitore di una lista che ha saputo mettere assieme destra e sinistra: «Ma entrando in questa lista sono diventati tutti civici - ribadisce - sono molto soddisfatto. Purtroppo qualcuno non ha capito questa operazione è si è autoescluso, peccato: sono state un cinquantina le schede per le amministrative che non sono state ritirate, mi dispiace anche se è un numero che ci può stare. Adesso si lavorerà esclusivamente per il Comune, senza badare ai colori politici. Ha prevalso lo spirito civico. Verso le 19 con l'affluenza al 40% ho avuto qualche timore, ma poi la situazione è fortunatamente svoltata».
EUROPEEIn attesa dei risultati negli altri 51 comuni, soprattutto nei quattro maggiori (Vittorio Veneto, Mogliano, Paese e Preganziol) dove è previsto anche il ballottaggio, che arriveranno solo nel tardo pomeriggio di oggi, nella notte l'attenzione è stata tutta per il lungo scrutinio delle elezioni Europee. E a interessare non sono stati tanto i possibili eletti, quanto il peso dei vari partiti. La Lega, come era prevedibile, si avvia a fare il botto. In provincia di Treviso, poco prima dell'una con un centinaio di sezioni scrutinate su 826, il Carroccio veleggiava attorno a un incredibile 55%. In picchiata invece le quotazioni del Movimento 5 Stelle arrivato a poco più del 7,5%, mentre il Pd è diventato il secondo partito della Marca con circa il 18%. Sempre il risultato delle prime sezioni davano in crescita Fratelli d'Italia (5,8), leggermente sopra rispetto a Forza Italia ferma al 5,3%%: messa così si sarebbe concretizzato quanto auspicato da Remo Sernagiotto, ex azzurro passato in Fdi e a caccio di un seggio a Bruxelles, che aveva posto come obiettivo del partito il sorpasso dei mai tanto amati cugini. Prima dell'alba questo avvicendamento alla guida del centrodestra è sembrato concreto, da vedere se è riuscito a reggere anche alle prime luci del sole. Infine, altro dato parziale ma indicativo, la tendenza degli europeisti di Più-Europa, trainati dal parlamentare europeo uscente David Borelli, attestati attorno al 2,9%.
PARLAMENTARIOggi si saprà quali e quanti saranno i parlamentari la Marca riuscirà a mandare in Europa. Vista la tendenza, ci spera moltissimo il baffo della Lega Gianantonio Da Re, che ieri ha votato e poi ha preferito attendere l'esito delle elezioni in montagna, in beata solitudine. Oggi se ne saprà di più.
Paolo Calia  Ultimo aggiornamento: 13:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA