Giovedì 14 Marzo 2019, 22:08

«A scuola mi chiamavano lebbroso». Vive barricato in casa da sette anni

PER APPROFONDIRE: bullismo, hikikomori, scuola
Un ragazzo vittima dei bulli come Marco che alle superiori
veniva continuamente deriso dai compagni

di Elena Filini

«A scuola mi chiamavano lebbroso. Mi sono barricato in camera mia. Vivo chiuso in casa da 7 anni, l’unico luogo in cui mi sento al sicuro». Trevigiano, 23 anni, Marco è un Hikikomori: ha scelto di isolarsi da una società che non ha saputo capire le sue fragilità. Nato in Giappone negli anni Novanta, il fenomeno Hikikomori colpisce prevalentemente ragazzi maschi dai 19 ai 30 anni. La separazione dei genitori, la dermatite dolorosa ed evidente, le pressioni da parte degli insegnanti hanno portato Marco ad allontanarsi progressivamente dalla dimensione sociale. «Soffro di una dermatite cronica. Ma nessuno capiva la mia difficoltà. Né gli insegnanti, né i miei compagni. Poi ho iniziato ad ingrassare: mi chiamavano ciccione lebbroso». Marco ha scelto, con coraggio, di raccontare la sua storia in Hikikomori Italia, il format ideato da Marco Crepaldi, dove i ragazzi in isolamento sociale hanno la possibilità di raccontare, senza censure, la propria esperienza. «Stavo male, avvertivo continuamente
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5 di 5 commenti presenti
2019-03-15 23:34:48
poi tutti sono bravi a lanciarsi in elogi della diversità, accettarsi per come siamo ecc... quanta falsità
2019-03-15 13:52:40
Persona FRAGILE e troppo sensibile. Questo mondo e troppo x lui..si è rifugiato in posto confortevole.
2019-03-15 11:20:03
Un tempo a scuola passavauna visita di medico scolasticol'anno..1-2-3 media....che eventualmente rinviava a specialista.Adesso invece comanda il mobbing.
2019-03-15 08:56:16
ripigliati, ce n'è di cose interessanti da fare nella vita senza necessariamente socializzare ( specie con dementi conclamati ). la natura mica è solo l'uomo, per fortuna.
2019-03-16 10:29:36
Non è propriamente semplice "ripigliarsi", eh... Nell'articolo si parla di età prevalente dai 19 ai 30 ma, in realtà, molti sono i casi che cominciano a presentarsi intorno ai 13/14 anni. Con tutto un corollario di problematiche inerenti l'obbligo scolastico. Ed il fenomeno, oltre alla decrizione "classica" di Sato, viene identificato anche, da una diversa scuola di pensiero, come disturbo depressivo. Bisogna viverlo sulla propria pelle per capire in pieno cosa significhi.