Soldi e motori, la bella vita dell'ex pilota di rally al capolinea: il pm chiede 6 anni di carcere per Valle

Mercoledì 13 Aprile 2022 di Maria Elena Pattaro
L'ex pilota Fabio Valle con il figlio Alain
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VILLORBA - Un giro di fatture false da 25 milioni di euro: il pm ha chiesto 6 anni di carcere per l'ex pilota di rally Fabio Valle. Il 62enne di Vittorio Veneto ma residente a Villorba è alla sbarra con l'accusa di aver usato finti documenti contabili per non pagare l'Iva e le imposte. Insieme a lui sono a processo anche altri due imputati: il 45enne friulano Manolo Biz, parente di Valle, di Cordnenons, e il 44enne di Spresiano Marco Bortoluzzi. Per loro la pubblica accusa ha chiesto rispettivamente due anni e un anno di reclusione. Queste le richieste formulate ieri mattina, 12 aprile, al termine della requisitoria dal pubblico ministero Anna Andreatta di fronte al Collegio del tribunale di Treviso presieduto dal giudice Umberto Donà.

L'INDAGINE
I fatti risalgono a ottobre del 2014, quando Valle venne arrestato per un giro di operazioni finanziarie inesistenti da 25 milioni di euro e Iva non versata da quasi 5 milioni, in un filo rosso che lega Treviso a Barcellona. Una lunga serie di movimenti di denaro da centinaia di migliaia di euro ciascuno. Il tutto orchestrato, secondo la guardia di finanza, dalla famiglia stessa. Nel mirino delle Fiamme Gialle di Treviso erano finite le società di Fabio Valle Blusteel srl, Mobile Products srl e O.M.B. Srl, società intestate alla madre di Valle ma di cui lui, secondo l'accusa ne era amministratore di fatto. Manolo Biz avrebbe invece utilizzato la sua società spagnola, la Ustari Extens SL con sede a Barcellona (poi cancellata) per emettere le fatture false.
Una volta ricevuti i bonifici sul suo conto dalla Blusteel, avrebbe materialmente prelevato le somme versate trattenendo 1.500 euro per ogni operazione prima di consegnare i contanti a Valle. Marco Bortoluzzi invece, titolare della omonima società BM di Bortoluzzi Marco, oltre a non aver mai presentato dichiarazioni dei redditi e Iva da marzo 2009, non avrebbe mai versato tasse allo stato e non avrebbe avuto dipendenti dal 2011, avrebbe anche lui emesso fatture per operazioni inesistenti in favore della Blusteel, risultandone dipendente dall'aprile 2013.

IL MECCANISMO
Quello smascherato dalla finanza era un meccanismo complesso e articolato attraverso il quale i tre imputati sarebbero riusciti a operare l'evasione milionaria. Grazie a società cartiere, avrebbero costruito un fittizio giro d'affari che non trovava però riscontro nella realtà. L'indagine aveva portato all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per Bortoluzzi e in carcere per l'ex pilota. Nei precedenti di Valle c'è una condanna per reati fiscali nell'ambito del crack dell'azienda Spark di Pieve d'Alpago. L'udienza di ieri mattina è stata aggiornata al prossimo 31 maggio, quando verrà terminata la discussione delle difese. Ed è attesa anche la sentenza.
 

Ultimo aggiornamento: 16:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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