Gli amici si sono alternati con il massaggio cardiaco, ma è stato inutile: Sandro morto nella montagna che amava

Lunedì 24 Gennaio 2022 di Valeria Lipparini
Sandro Simioni, morto a 57 anni
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VILLORBA -  Le figlie avevano ormai lasciato il nido. E loro due, marito e moglie, trascorrevano il tempo libero organizzando qualche gita fuori porta, magari in montagna, con gli amici. Ieri, invece, verso le 14,15, la tragedia. In quella montagna che amavano. Sandro Simioni è morto a causa di un malore che l'ha colto all'improvviso, mentre si trovava sulla Piana di Marcesina, a Enego, lungo il sentiero che porta verso Val Maron, a un chilometro circa di distanza dal Rifugio Marcesina. Era insieme alla moglie Liviana Zabotti e ad altri quattro amici. Si è sentito male e in un istante è caduto a terra e non si è più mosso. Non dava alcun segno di vita. Gli amici, visto che la moglie terrorizzata non ce la faceva, hanno cercato di prestargli i primi soccorsi. Hanno capito che il malore poteva essere la conseguenza di un infarto e si sono alternati nel praticargli il massaggio cardiaco. Senza stancarsi. Convinti di poter strappare alla morte un uomo di sana costituzione, che non aveva mai accusato malesseri preoccupanti. Mentre un altro amico ha immediatamente allertato il Suem 118 di Vicenza.

CONCITAZIONE

In mezzo alla neve, il gruppo di amici non si è dato per vinto. Ha continuato a provare a risvegliare il cuore di Sandro Simioni. Finchè, sul posto è arrivato l'elicottero di Treviso emergenza, atterrato a venti metri dal gruppo, ancora impegnato nel tentativo di rianimare il 57enne, residente a Villorba. Il luogo d'inverno non è infatti raggiungibile facilmente con le auto e quindi i sanitari si sono avvalsi dell'elisoccorso. A quel punto l'equipe sanitaria e il tecnico di elisoccorso sono subentrati nelle manovre rianimatorie, con l'ausilio di tutta la strumentazioni tecnica presente sul mezzo di soccorso. Manovre che sono proseguite per oltre 40 minuti, finché purtroppo al medico non è rimasto che constatare il decesso dell'uomo. La salma è stata quindi trasportata a valle, dove rimane a disposizione degli inquirenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Enego per la ricostruzione dell'accaduto e i volontari del soccorso alpino di Asiago per recuperare la comitiva al Rifugio Marcesina. Secondo le prime ricostruzioni l'uomo non soffriva di alcuna malattia o patologia pregressa. Tanto che i sanitari intervenuti ipotizzano che possa aver subito un infarto o, più probabilmente, un'emorragia cerebrale. Due motoslitte del soccorso alpino di Asiago sono arrivate fino a Val Maron per andare incontro ai compagni dell'escursionista, rientrati assieme ai Carabinieri di Enego. Il gruppo, dopo la tappa al rifugio Marcesina avrebbero intrapreso la strada verso Valmaron e l'omonimo rifugio dove avevano lasciato le loro auto.


IL SINDACO

Il sindaco Francesco Soligo commenta così: «Dispiace davvero per quanto accaduto al nostro concittadino in un momento che avrebbe dovuto essere di sola serenità. Sono vicino alla famiglia in questo triste momento».
 

Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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