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Carenza cronica di medici: il Poliambulatorio è a rischio chiusura

Venerdì 22 Luglio 2022 di Pio Dal Cin
Carenza cronica di medici, poliambulatorio a rischio

CODOGNÈ - La fuga dei medici dal Poliambulatorio di Roverbasso ha suggerito al sindaco Lisa Tommasella di organizzare mercoledì sera un incontro chiarificatore sulla situazione. Al dibattito aperto alla cittadinanza hanno partecipato il sindaco di Gaiarine Diego Zanchetta, il direttore dell'Usl 2 Francesco Benazzi, la dottoressa Piera Bonato, e il dottor Alfonso Feis in rappresentanza dei medici di Roverbasso: gli altri due sono la dottoressa Elisa Bolzan e la dottoressa Beatrice Cervone. Quest'ultima cesserà l'attività al poliambulatorio a fine agosto. Qualora non si trovasse un sostituto il centro dovrà essere chiuso, visto che per sussistere ha bisogno di un minimo di tre medici. Strapieno il capannone usato per il dibattito a dimostrare quanto sia sentito il problema dai cittadini. Benazzi ha spiegato che il problema di carenza di personale medico non è una novità: «Molti anni fa ho inviato una lettera al Ministero della Salute lamentando la carenza di organico che si sarebbe creata, come è successo. Mi hanno risposto di rivolgermi all'Università, che non mi ha risposto. Se avessi qui davanti cento medici specialisti potrei assumerli tutti. Il problema è che non si trovano: la situazione migliorerà solamente tra un anno, quando nel 2023 inizieranno ad uscire dagli atenei le nuove leve. Inoltre il Covid ha assorbito tutti i medici negli ospedali e nelle altre strutture, penalizzando il servizio dei medici di base. Per Roverbasso siamo in trattativa con un medico che vada a garantire la continuità del poliambulatorio: speriamo abbia esito positivo». Anche la dottoressa Bonato ha spezzato una lancia per i colleghi: «Li sento ogni giorno. Sono stati due anni veramente difficili per tutti, pazienti e medici».


LE PREOCCUPAZIONI

Aperto il dibattito tra i presenti, le mani si sono alzate per intervenire e si è subito palesato il malcontento generale dei cittadini che non riescono a capire il perché del malfunzionamento della struttura che si fa carico dei Comuni di Codogne' e di Gaiarine. Qui fino a qualche anno fa operavano ben otto medici. Tra le critiche la mancata risposta alle immediate esigenze e il disservizio legato alle segreterie spesso intasate o incapaci di sopportare un numero troppo alto di chiamate (ogni medico può avere fino a 1800 pazienti). Il sindaco Lisa Tommasella ha puntualizzato: «I medici di base non dipendono dall'amministrazione Comunale ne dall'Usl ma da un contratto collettivo nazionale, quindi né il sindaco, né l'Usl, né la Regione possono intervenire. Le cose sono cambiate con il Covid. Ho ricevuto istanze da tutti voi che ho ascoltate, e le segnalazioni fondate le ho girate alla dottoressa Bonato».


LA POSIZIONE

Il dottor Alfonso Feis ha cercato di spiegare il problema visto dalla parte dei medici: «Il problema si può risolvere solamente con una collaborazione tra medici e pazienti. Personalmente gestisco 1850 pazienti che per la stragrande maggioranza dimostrano senso civico e correttezza. C'è purtroppo uno sparuto numero di pazienti che pretendono cose a volte assurde e diventano difficili da gestire. Ho subito violenze verbali in questi anni. Certo il servizio di segreteria andrebbe migliorato, con professionalità in modo da snellire la burocrazia che ci impedisce di svolgere il nostro lavoro con serenità. A volte mi trovo con un paziente davanti e mi arrivano delle telefonate e devo far attendere il paziente. Non ho mai mandato via nessuno e il lavoro continua anche dopo l'orario di chiusura». In chiusura il direttore generale Benazzi ha concluso il dibattito presentando la medicina del futuro che sarà sostenuta dalla videomedicina, come succede in altri Stati del mondo.
 

Ultimo aggiornamento: 10:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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