Malenotti riparte da Matchless: moto
e abiti di lusso prodotti in Veneto

Venerdì 7 Novembre 2014 di Maurizio Crema
La famiglia Malenotti
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MOGLIANO VENETO - Un mito che rinasce, un’avventura che riparte sgommando tra moto e abbigliamento. E una convinzione radicata e riprovata: «Il Veneto è un posto fantastico per lavorare e sono convinto che presto torneranno in molti a produrre qui: il costo del lavoro è aumentato anche in Cina e portare fuori al nostra tecnologia è un errore. Noi in ogni caso non facciamo uno spillo fuori dall’Italia».

Franco Malenotti, 68 anni, è tornato. Venduta la Belstaff agli austriaci di Labelux, l’ex concessionario di moto Honda a Roma - «Ero il più importante d’Europa» - designer veneto d’adozione delle due ruote all’Aprilia di Ivano Beggio - «Gli anni ’80 erano favolosi, c’era voglia di fare e si riusciva davvero, non come oggi dove tutto sembra complicato» - da due anni ha ripreso a correre con la sua nuova avventura imprenditoriale. «Abbiamo voluto rilanciare un marchio storico come Matchless, la casa motociclistica fondata nel 1899 dall’inglese Henry Collier che divenne in breve tempo la più importante della Gran Bretagna e anche uno stile di vita: i fratelli Collier già a quel tempo ebbero l’intuizione di affiancare alla produzione di moto quella di abbigliamento - spiega Malenotti nella sua sede di Mogliano Veneto (Treviso), una casa colonica immersa nel verde ma assediata da Passante e tangenziali dove lavorano in 18 - un mito che mi ha appassionato fin da giovane, io ero un collezionista di moto storiche, le ho donate all’Aprilia che voleva fare un museo della moto al Tronchetto. Temo che siano abbandonate in qualche capannone a Noale». Qualcuna è rimasta e campeggia nel suo ufficio. «Nel 2011 abbiamo ceduto Belstaff con la garanzia di mantenere la produzione ai laboratori veneti per almeno tre anni, un accordo unico nel suo genere - ricorda l’imprenditore che in azienda ha al suo fianco i figli Michele ed Emanuele - nel 2012 abbiamo acquistato il marchio Matchless e fondato la Matchless London. Quest’anno arriveremo a 8,5 milioni di fatturato solo nell’abbigliamento, e siamo riusciti anche a presentare la nostra prima moto a Milano: un modello che riprende un grande successo degli anni ’30 dello scorso secolo. Se i collaudi andranno bene, l’anno prossimo inizieremo a produrre a Mogliano i primi 115 esemplari, uno per ogni anno dalla fondazione. Ho un gruppo fantastico di "Apriliotti" che lavorano con me. Il telaio lo faremo in Inghilterra». Una doppia sfida con traguardo ambizioso: «Nel 2019 contiamo di arrivare a 100 milioni di ricavi: 40 nell’abbigliamento e accessori, 60 nelle moto». Malenotti è un po’ manager e un po’ alchimista, mette insieme competenze diverse, entusiasmi antichi - «Ex Belstaff hanno fondato un’azienda che lavora la pelle per noi in Riviera del Brenta» - e nuove leve ambiziose: «Il problema è che il nostro inimitabile saper fare artigiano si sta perdendo. Per questo è bene che le imprese rimangano in Italia e sotto il controllo di famiglia, solo l’imprenditore ha la passione per sviluppare con calma un business. Dal governo però dovrebbe arrivare qualche aiuto, tipo sgravi fiscali per chi reinveste in azienda gli utili. Renzi per ora ha fatto tante promesse, speriamo le mantenga». Malenotti fa programmi ambiziosi: «A giugno inaugureremo il primo negozio in Regent Street, a Londra. E se ci sarà bisogno in futuro apriremo il capitale ad altri soci. Un imprenditore italiano da solo non ce la fa: paghiamo il 72,5% di tasse. Troppe per riuscire a fare in grande da soli». Anche Dainese ha ceduto la maggioranza. «Ho lavorato per lui, quando l’ho saputo mi sono intristito - osserva Malenotti - ma io sono sicuro: il Veneto è ancora il posto giusto per fare impresa». Ultimo aggiornamento: 8 Novembre, 08:00